Chi soffia sul fuoco?
Devastazioni a Milano, Marracash esalta le proteste: “Con le buone non cambi le cose”
Il rapper sui social dice che aspettava "questa reazione da tempo". Antoniozzi: "Non ci siamo. A questi idoli giovanili si chiede di dare l'esempio"
Il rapper milanese Marracash si schiera dalla parte delle proteste, con un post su Instagram in cui spiega che “aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio” e non spende una parola di condanna per le violenze e le devastazioni. E, anzi, sottolinea che “con le buone non cambi le cose”.
Marracash sulle proteste: “Con le buone non cambi le cose”
Il rapper della Barona rivendica la propria distanza dall’attivismo online, definendolo spesso “troppo facile”. “Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente”, spiega, aggiungendo che “certo, rispetto chiunque cerchi di far sentire la propria voce con ogni mezzo, ma dal canto mio ho sempre creduto che l’impegno e l’autorevolezza si dimostrino e guadagnino nel tempo. Attraverso le nostre scelte, la nostra etica, il nostro lavoro, oltre ovviamente a ciò che diciamo e facciamo tutti i giorni, non solo in una storia o un post nei momenti critici. Semplicemente questo non è il mio canale preferito… Lo sono i testi, la musica, i concerti, le interviste. I social per me sono un ufficio stampa”.
“Chi mi conosce – prosegue Marracash, classe 1975 – sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita. Ecco da che parte sto. Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio. Due anni fa pubblicavo un disco catastrofista già dal titolo”. “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose”, conclude il rapper, al secolo Fabio Bartolo Rizzo, firmando il post con una F puntata.
Antoniozzi: “Non ci siamo”
“Se un rapper famoso come Marracash dice che si aspettava tutto questo e che con le parole non si cambia niente, non ci siamo”, ha commentato il vicecapogruppo di FdI alla Camera Alfredo Antoniozzi. “A questi idoli giovanili si chiede di dare l’esempio – ha ricordato Antoniozzi – e proprio con le parole si cambiano invece le democrazie liberali. È inutile citare Pasolini, ma è utile che proprio gli idoli dei ragazzi li invitino a fare politica senza violenza e con spirito propositivo e non – ha concluso il deputato di FdI – sfasciando negozi”.