Ovviamente, per l’Italia un aumento prolungato dei rendimenti implica costi più elevati per il rifinanziamento del debito pubblico anche se il movimento degli ultimi giorni non riguarda soltanto l’Italia. A salire è l’intero mercato obbligazionario mondiale, a partire dagli Stati Uniti, dove il Treasury decennale ha superato il 5,3%, sui livelli più alti dal 2002. Cause? Petrolio, inflazione, guerre. Ma che c’entra la Francia? Il vecchio “colosso” europeo, Parigi, scossa anche dalle proteste studentesche, vacilla e fa vacillare gli altri anche sui conti pubblici. Secondo i dati diffusi dall’Insee, il debito pubblico francese ha raggiunto 3.595 miliardi di euro, pari al 119% del Pil, un livello record. Il governo prevede inoltre che possa arrivare al 121,7% nel 2027. A pesare è soprattutto il deficit pubblico. Per il 2026 Parigi stima un disavanzo pari al 5,4% del Pil, ben al di sopra del limite del 3% previsto dalle regole europee. Per riportarlo sotto controllo sarebbero necessari interventi correttivi e tagli alla spesa per decine di miliardi di euro, ma il percorso politico appare complesso alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2027. Ed ecco che il rendimento degli Oat francesi decennali si è avvicinato al 5%, superando persino quello dei Btp italiani in diverse sedute.
I timori dei mercati per la prossima settimana
La prossima settimana le turbolenze sugli spread dei bond governativi europei saranno al centro dell’attenzione dei mercati, dopo il deciso allargamento del differenziale francese nell’ultima ottava. Il rendimento sull’Oat a 10 anni è schizzato ai massimi dal 2002 mentre lo spread della Francia verso il Bund tedesco è tornato a 150 punti, lo stesso livello della crisi del debito sovrano del 2011-12. Portandosi dietro anche quello italiano. A fare da detonatore della crisi dello spread in Francia è stato l’annuncio di emissioni di titoli di Stato superiori alle attese da parte del governo di Parigi, unito alla forte incertezza legata alla presentazione della nuova manovra di bilancio, che rischia di essere respinta in Parlamento a causa della mancanza di una solida maggioranza. “La crisi in Francia – spiegano gli analisti – sarà al centro della prossima settimana e si protrarrà almeno fino a meta’ ottobre”. Il suo deficit oltre il 5% del Pil fa tremare Roma, ma anche Bruxelles.