Nuove frontiere dell'insulto
Pontedera, consigliere Pd: “Meloni ciociara in senso dispregiativo”, il presiedente dell’aula lo richiama “usi termini consoni”. La premier li fulmina: “Offendono mezzo milione di italiani. Gli ignoranti sono loro”
Passano i tempi, cambiano in contesti ma due cose restano sempre uguali: gli insulti della sinistra a Giorgia Meloni e gli insulti della sinistra agli italiani che non vivono nei centri storici delle grandi città.
Perché per taluni essere persona che proviene dal territorio, che non sia il capoluogo di regione, o dalle periferie delle grandi aree metropolitane è motivo di derisione. Addirittura il termine stesso che indica una comunità di cittadini o un mestiere viene trasformato in insulto. E’ accaduto quando a Giorgia Meloni illustri intellettuali come Andrea Scanzi, in cerca di visibilità e di parcheggio, hanno dato della ‘Pescivendola” alla leader di FdI, come se vendere il pesce fosse indecoroso. E accade oggi con un altro toscano, tale Floriano Della Bella, consigliere comunale di Pontedera e capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale. Nel ricordare la frase “Bollo ciao” pronunciata dalla premier, il democratico ha sottolineato così il suo sdegno “siamo davanti a una ciociara, nel senso più dispregiativo del termine”, con tanto di precisazione da parte del presidente di turno del consiglio che ha ripreso il collega dicendo “per favore consigliere, usi termini consoni al suo ruolo”. Accade così che dalla Toscana si scopre che essere definiti ciociari è un insulto, che il termine ciociaro ha una accezione dispregiativa e che usare il termine ciociaro non è consono nell’aula del consiglio comunale di Pontendera, che per chi se lo sta chiedendo si trova in provincia di Pisa.
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La risposta di Meloni è fulminante
E se di solito Giorgia Meloni segue il consiglio Dantesco “Non ti curar di loro ma guarda e passa”, stavolta non è proprio riuscita a fare finta di nulla: insultare tutti i cittadini che vivono in provincia di Frosinone e dunque nell’area della Ciociaria per insultare lei è stato troppo anche per l’incassatrice Meloni che ha dedicato al caso un post e al consigliere di Pontedera tutta la visibilità che merita per questa sua uscita ‘dispregiativa’:
«Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi tanto altro: “regina di Coattonia”, “vacca”, “rana dalla bocca larga”, “str****”. E così via. In questi anni ho ricevuto epiteti di ogni tipo. Personali, sul mio fisico, sulla mia famiglia, sulle mie origini. Ma oggi si cambia registro. E il livello cambia. Perché un signore del Partito democratico, tal Floriano Della Bella, ha detto in una seduta del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una “ciociara, nella maniera più dispregiativa”. E per questo è stato richiamato dal Presidente dell’Aula, altro esponente del Pd, che aggiunge: “Per favore, usi termini consoni al suo ruolo”. Quindi, per questi signori, essere “ciociari” è una vergogna e se lo dici a qualcuno equivale ad insultarlo» scrive Giorgia Meloni.
Viva la Ciociaria, ignoranti sono solo loro
«Non solo: è addirittura un termine che non va pronunciato in un luogo istituzionale. Mi spiace per loro, ma io non la penso così. – continua – E sono orgogliosa di essere definita ciociara. Perché la Ciociaria è uno dei territori più belli, antichi e straordinari della nostra Italia. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel corso del tempo hanno fatto la nostra storia. Si riempiono la bocca di popolo, rispetto e coesione. Ma poi insultano, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani definendoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma ad essere ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!».
Schlein e Pd muti
Chissà cosa penseranno del collega consigliere di Pontedera i consiglieri del Pd eletti nei consigli comunali del frusinate. E chissà se la segretaria Schlein prenderà le distanze dal collega di partito. Tante le domande, una sola certezza: il termine ciociaro non sarà mai un insulto mentre chi offende le comunità cittadine lo è per le istituzioni.