Dati quasi irreali
Cgia, il 96% dei Comuni a braccia conserte contro l’evasione fiscale: “Nel 2024 recuperati solo 5 milioni di euro. Una goccia nel mare”
I dati della Cgia di Mestre sulla lotta dei comuni all’evasione fiscale, fanno riflettere Perchè se da un lato è chiaro che per contrastare fenomeni di questo tipo serve una mano da parte di tutte le istituzioni e gli enti territoriali, a giudicare dai numeri pare che sul territorio dai primi cittadini non solo non sia arrivata una ‘mano’ attesa ma che addirittura ci sia chi ha proprio deciso di incrociare le braccia, rimandando ogni azione e ogni responsabilità ad altri. Così nel 2024 il saldo è stato di cinque milioni di euro. È questo tutto ciò che i Comuni italiani sono riusciti a far emergere dalla lotta all’evasione fiscale. Nel suo rapporto la Cgia di Mestre fa notare come questa non sia altro che “una goccia nel mare, se si considera che l’infedeltà fiscale nel nostro Paese è stimata in quasi 107 miliardi di euro all’anno. Un divario che grida vendetta e che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore in questo Paese la giustizia sociale. La legge, del resto, non lascia dubbi su come funzioni il meccanismo. Le Amministrazioni comunali che segnalano all’Agenzia delle Entrate casi di evasione riguardanti Irpef, Ires, Iva, imposte di registro, ipotecarie e catastali ottengono il 50 per cento di quanto accertato. Fatti i conti, le 304 amministrazioni che si sono attivate hanno potuto incassare appena 2,5 milioni di euro. Una cifra, sottolinea la CGIA che ha messo a punto questo approfondimento, che definire “insignificante” è quasi un eufemismo”.
Una norma in continuo cambiamento
L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese sottolinea nella nota diffusa alla stampa che “A rendere il quadro ancora più surreale è la storia di questa norma, un continuo altalenare di percentuali. In origine la legislazione nazionale riconosceva ai Comuni il 30 per cento. Nel 2011 la quota è salita al 50, poi dal 2012 al 2021 ha raggiunto il 100 per cento, per poi essere ridotta di nuovo al 50 dal 2022. Da quest’anno, infine, si tornerà al 100 per cento. Un via vai che difficilmente aiuta a costruire una strategia stabile e credibile di contrasto all’evasione. Resta una domanda scomoda: se con una quota piena i risultati sono questi, quanto pesa davvero il coinvolgimento dei Comuni in una battaglia che si combatte ogni giorno sul territorio? Su questi numeri, all’interno della Cgia, si è aperta una riflessione che merita di essere ascoltata”.