Salari e legalità
Calderone: “Nella manovra un ‘pacchetto lavoro’ più ampio”. Sul caporalato: “Chi denuncia non è solo, lo Stato c’è”
Il caso del maxi risarcimento ai lavoratori che stanno realizzando il Consolato Usa a Milano, una indagine che ha fatto emergere gravi casi di sfruttamento del lavoro e caporalato dimostra “Lo Stato c’è ed è pronto a dare il proprio sostegno e il proprio supporto in condizioni di necessità. E’ necessario che tutti i cittadini, italiani e non, lo sappiano”. A sostenerlo nel corso della trasmissione Mediaset “Mattino cinque” è stata Marina Calderone.
L’intervista a “Mattino cinque”
Intervistata da Francesco Vecchi il ministro del Lavoro ha ricordato che al di là de caso specifico “in tutte le situazioni in cui noi abbiamo dei fenomeni di sfruttamento lavorativo oppure di caporalato, è importante dire che, se si denuncia, non si è soli: noi abbiamo gli strumenti per poter accompagnare chi fa una denuncia”. Strumenti che, come ricorda la responsabile del Lavoro del governo Meloni “abbiamo rafforzato nel 2024. Abbiamo modificato il Testo unico per l’immigrazione proprio per mettere tutti quanti in protezione, dando i permessi di soggiorno con un canale speciale.” E al tempo stesso “a chi denuncia garantiamo l’assegno di inclusione, perché il timore di non avere poi la possibilità di sostenersi e sostenere la famiglia fa si che in tanti casi non si denunci. Inoltre diamo contemporaneamente anche dei percorsi di ascolto e di reinserimento lavorativo”.
Il percorso da “testimone di giustizia”
Calderone spiega che in questo modo “Si entra in un percorso da ‘testimone di giustizia’. Questo vuol dire proprio mettere insieme veramente degli interventi che poi possano anche valorizzare quello che è il percorso di ascolto e anche il nostro percorso di contrasto ai fenomeni di sfruttamento”. Responsabilizzazione personale che si coniuga ad un lavoro di controllo: “ Nel caso del Consolato a Milano c’è un’importante azione della Procura, che è stata ovviamente coadiuvata dal nostro Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro, che ha sentito tutti questi lavoratori e che ha definito poi quel quadro che ha portato alla proposta di risarcimento da parte dell’azienda” In questo modo “con l’incrocio di tutte le nostre banche dati stiamo aumentando il numero delle ispezioni e la capacità di lettura dei fenomeni” ricorda il Ministro.
La legalità che paga
Tra i temi toccati nel corso dell’intervista in diretta c’è stato anche quello del costo del lavoro e dello sfruttamento che negli anni qualcuno ha provato ad applicare. Con le norme messe in campo dal Governo però “La legalità conviene sotto tutti gli aspetti “anche perché quando arrivano attività illecite “ovviamente le sanzioniamo pesantemente” dice Calderone che riconosce il “tema importantissimo della turbativa che avviene nel mercato del lavoro quando c’è una condotta sleale e quindi c’è chi, risparmiando sul lavoro e sulle tutele, pensa di poter costruire un business ai danni di chi invece si comporta regolarmente. Ecco, il Governo investe invece nel dimostrare, attraverso gli strumenti, che la regolarità conviene e soprattutto è dalla regolarità che cresce un mercato del lavoro che dà dei risultati importanti. Oggi abbiamo delle performance importanti” a partire dalle cifre sul lavoro che rappresentano “il massimo dell’occupazione in Italia” da quando esistono le rilevazioni Istat.
Il pacchetto lavoro più ampio in manovra
Sul fronte dell’aumento degli stipendi “certo, non aiutano le congiunture internazionali sfavorevoli e delle situazioni che noi ci siamo trovati ad affrontare in un contesto che è certamente un contesto legato non solo alla politica interna” ma quello che si può fare è lavorare su “Un insieme di strumenti. Noi siamo intervenuti per restituire ai lavoratori e alle lavoratrici italiane 21 miliardi di euro, che ogni anno mettiamo in campo e che entrano nelle tasche dei cittadini con la riduzione del cuneo fiscale contributivo, l’abbattimento delle aliquote IRPEF, interventi vari che sono ovviamente a sostegno del lavoro. Poi ovviamente abbiamo fatto un investimento importante: 2 miliardi di euro sul fronte dei rinnovi contrattuali, che si stanno dimostrando assolutamente utili, e soprattutto anche sull’incentivazione alla produttività. Ora c’è bisogno di proseguire” su questa strada”.
Nella prossima legge di bilancio avremo la riproposizione del ‘pacchetto lavoro’ e stiamo lavorando anche per renderlo ancora più ampio e quindi più efficiente sul fronte del recupero del potere d’acquisto dei salari.