Sinistra spiazzata
Cacciari “benedice” l’indicazione del candidato premier: “Non ci trovo niente di male, è un elemento di chiarezza verso l’elettorato”
C’è un passaggio molto rilevante nelle parole di Massimo Cacciari intervistato dal Corriere della Sera. Ed è la considerazione sulla legge elettorale riguardo all’obbligo di indicare il candidato premier per le singole coalizioni. Il professore prende in contropiede il cronista e buona parte della sinsitra, “benedicendo” questa norma con poche, chiare parole: “Non ci trovo niente di male, è un elemento di chiarezza verso l’elettorato. Basta guardare all’esperienza dei sindaci”. Il colloquio è tutto incentrato sulle primarie nel centrosinsitra (“Sarebbero rovinose. Se Schlein perde, il Pd rischia lo sfascio”) e passa quasi in secondo piano un dato essenziale sullo Stabilicum approvato alla Camera in via definitiva. Tutti nel centrosinistra politico ed editoriale puntano e sperano nell’incostituzionalità della norma sull’indicazione del premier: in quanto violerebbe, secondo questa interpretazione, le prerogative del Capo dello Stato. Non è così, la norma è stata ben ponderata dal governo, ma va da sé che le opposizioni che sperano nel “secondo tempo” dei rilievi costituzionali puntino su questo aspetto in particolare.
Cacciari sull’indicazione del candiato premier sconfessa la sinistra
Per questo il giudizio del professore, già sindaco di Venezia, mette un punto di chiarezza nella valutazione e smonta molti teoremi ascoltati in questi giorni: non vede “nulla di male” nell’indicazione di un candidato premier nelle singole coalizioni perché ne va della chiarezza verso gli elettori. Non è cosa da poco. Quella stessa chiarezza che sussiste quando gli italiani vanno a votare per il candidato sindaco, espresso a chiare lettere nelle schede elettorali delle comunali. Dunque, la considerazione di Cacciari mette in evidenza anche una palese ipocrisia dei denigratori della legge elettorale.
Cacciari al Corriere: “Basta guardare all’esperienza dei sindaci”
Tornando sul terreno delle primarie del centrosinistra, Cacciari non dà per impossibile che il centrosinistra possa vincere le prossime elezioni, ma aggiunge un elemento non proprio secondario. Cosa diversa è governare: “Il rischio è quello di non fare niente”. “A sinistra mancano sia l’unità sul programma che una guida condivisa. Anche l’Ulivo era spaccato su tante cose, ma aveva Romano Prodi. Ora non c’è nemmeno una figura che faccia da collante”. E sulla segretaria del Pd aggiunge: “Non sono un tifoso di Schlein, ma con lei sconfitta tornerebbe alla guida dei dem quella classe politica che ha portato il partito alla decadenza. Se invece dovesse vincere le primarie dovrebbe fare i conti con l’elettorato dei Cinque Stelle, che tendono a votare solo per i loro”.