Un lungo elenco
Avances a otto donne, il Csm “perdona” il magistrato: oggi è sostituto procuratore
Otto donne, molte all’inizio della carriera: una magistrata in tirocinio, avvocate, consulenti tecniche, una stagista. E una vittima di reati sessuali, che si era rivolta a lui solo per un consiglio. Erano le destinatarie delle avances e degli apprezzamenti a sfondo sessuale per cui, nel 2016, un sostituto procuratore della Repubblica fu condannato dal Csm.
Dieci anni dopo, quella condanna perde «ogni effetto». Con l’ordinanza n. 55/2026, pronunciata a Roma il 5 maggio, la Sezione disciplinare ha accolto la richiesta di riabilitazione del magistrato, oggi sostituto procuratore generale. Il provvedimento è stato reso anonimo, come prassi dei provvedimenti discipinari dei magistrati.
La condanna e il trasferimento
Il magistrato era stato sottoposto a censura e trasferimento di ufficio per avere «rivolto avances e imbarazzanti apprezzamenti a sfondo sessuale nei confronti di otto donne con cui si era relazionato in ambito lavorativo e che si trovavano rispetto a lui in posizione di 2 oggettiva soggezione (una magistrata in tirocinio, avvocate e consulenti tecniche agli esordi della professione, una stagista, una vittima di reati sessuali che si era rivolta a lui per un consiglio)».
La sentenza n. 222/2016 aveva accertato un illecito commesso nell’esercizio delle funzioni. Le donne si trovavano nei confronti del magistrato in una posizione di «oggettiva soggezione».
Alla censura si era aggiunto il trasferimento d’ufficio: da pubblico ministero a giudice civile, in un altro tribunale. La condanna era diventata definitiva nel 2017, dopo la pronuncia delle Sezioni Unite civili della Cassazione.
Il no del Csm e la svolta in Cassazione
Introdotta dalla riforma Cartabia, la riforma dell’ordinamento giudiziario del 2022, la riabilitazione consente, a determinate condizioni, di far cessare gli effetti di una condanna disciplinare.
Il magistrato l’aveva chiesta nel luglio 2023. Nel 2024 il Csm aveva dichiarato l’istanza inammissibile: secondo la Sezione disciplinare, il beneficio era escluso quando alla censura si accompagnava il trasferimento d’ufficio.
Nel febbraio 2025 la Cassazione ha accolto il ricorso: il trasferimento è una «mera appendice» della sanzione principale e non può impedire la riabilitazione. Il caso è così tornato al Csm per la valutazione dei requisiti.
Cinque anni sotto esame
Per ottenere il beneficio servono almeno cinque anni dalla definitività della condanna alla censura — tre per l’ammonimento — e una valutazione positiva del percorso professionale successivo.
Avendo il magistrato già raggiunto la settima valutazione di professionalità, il Csm ha esaminato separatamente il quinquennio dal 9 maggio 2017 al 9 maggio 2022.
Il Consiglio giudiziario ha espresso un parere favorevole all’unanimità. Il plenum lo ha confermato l’8 aprile 2026: giudizio positivo su indipendenza, imparzialità, equilibrio, capacità, laboriosità, diligenza e impegno.
Anche la Procura generale della Cassazione e la difesa hanno chiesto l’accoglimento. La Sezione disciplinare ha concesso la riabilitazione con Antonello Cosentino relatore e Daniele Porena alla presidenza, in sostituzione del vicepresidente del Csm.
Che cosa cambia
La riabilitazione non modifica i fatti accertati nel 2016, ma fa cessare gli effetti disciplinari della condanna. Il caso chiarisce inoltre che il trasferimento d’ufficio disposto insieme alla censura non preclude il beneficio. Restano da verificare, per ogni richiesta, il tempo trascorso e il percorso professionale successivo.