Le accuse pesanti
Arrestato un anarchico a Roma: aveva ferito un funzionario della Digos nel corteo per Alfredo Cospito
All'uomo è stata contestata la detenzione di materiale con finalità di terrorismo, lesioni aggravate e permanenti al viso, violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Ad occuparsi del trasferimento nel penitenziario è stata la Polizia, eseguendo la custodia cautelare emessa dal gip del tribunale, su richiesta della procura
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 3 Ottobre 2026 alle 09:01
“Detenzione di materiale con finalità di terrorismo”, “lesioni aggravate e permanenti al viso” e “violenza e resistenza aggravata a pubblico Ufficiale”. Questi i reati per i quali la polizia ha arrestato un cittadino italiano in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura. Nel telefonino e in altri dispositivi elettronici aveva istruzioni su come preparare ordigni o sabotare servizi pubblici essenziali quali la circolazione ferroviaria e gli istituti penitenziari.
L’arresto si inserisce negli sviluppi dell’inchiesta condotta dalla Digos capitolina, dopo il ferimento di un dirigente di Polizia avvenuto durante la manifestazione del 18 aprile a sostegno dell’anarchico detenuto al 41 bis, Alfredo Cospito.
L’antefatto e la manifestazione a cui aveva partecipato l’indagato
La manifestazione del 18 aprile, a cui aveva partecipato l’indagato, era stata piena di tensione. All’inizio era stata organizzata come raduno statico a Piazza dell’Immacolata, nel quartiere di San Lorenzo, masenza preavviso si è trasformata in corteo e ne sono scaturiti momenti di scontro tra partecipanti e forze dell’ordine. “Riempiamo le strade” e “fuori Alfredo dal 41 bis” sono stati gli slogan più comuni di quella giornata. Il corteo, che non era stato annunciato, era stato monitorato dalle forze dell’ordine che lo seguivano con i blindati, che nel pomeriggio avevano presidiato la piazza. Alla fine si è concluso al Pigneto. Nel corso della giornata erano stati ricordati anche Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti in un’esplosione mentre fabbricavano un ordigno artigianale in un casolare al Parco degli Acquedotti.
Un caso simile
Non è il primo caso dell’anno in cui gli agenti intervengono per ammanettare un anarchico violento. Nei primi giorni di aprile 2026, all’interno del quartiere Tuscolano di Roma, la Digos ha arrestato un cittadino italiano con l’accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche a livello internazionale, nell’ambito dell’operazione “Paint it black”. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe divulgato online dei contenuti di propaganda violenta, istigando alla ribellione contro l’attuale sistema tecnologico e democratico, accompagnando i propri messaggi con immagini di individui armati e col volto coperto. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati passamontagna, una tuta mimetica, una katana, pugnali, lame e tirapugni, oltre a materiale cartaceo di natura ideologica.