"Chiamatela Terza repubblica"
Arianna Meloni, stoccata a Vannacci: «È nel campo larghissimo, potrebbe partecipare alle primarie»
«Ormai Vannacci fa parte del campo larghissimo. Magari potrebbe pensare di partecipare alle primarie. E forse avrebbe pure qualche chance». Arianna Meloni risponde con una battuta all’ipotesi di un’alleanza con il leader di Futuro Nazionale in caso di pareggio alle elezioni. Intervistata dal Corriere della Sera dopo il via libera definitivo alla nuova legge elettorale, la responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia premette: «Non siamo interessati a vincere per non governare».
La stoccata a Vannacci arriva in un’intervista nella quale la responsabile della segreteria politica di FdI rivendica gli obiettivi della riforma e replica alle critiche delle opposizioni: dai dubbi di costituzionalità alle garanzie per l’equilibrio di genere.
«Fine ai governicchi e agli inciuci»
«Mettiamo finalmente fine alla stagione dei governicchi degli inciuci e restituiamo ai cittadini la possibilità di scegliere per chi votare. È un’eredità che lasciamo alla nazione e ne siamo orgogliosi», dice Arianna Meloni a Virginia Piccolillo del Corriere.
Alla domanda se la possibilità di scegliere il candidato premier equivalga al premierato, risponde con una definizione politica: «Preferisco chiamarla Terza Repubblica. E Giorgia Meloni è il primo presidente del Consiglio della Terza Repubblica».
La replica alle opposizioni sulla Consulta
Quanto ai possibili ricorsi e al rischio che la legge venga bocciata dalla Corte costituzionale, la responsabile della segreteria politica di FdI difende il lavoro svolto: «Abbiamo lavorato a questa riforma per mesi, limando, dialogando con le opposizioni, accogliendo alcuni rilievi che ci erano stati posti dai giuristi».
«Siamo convinti che sia una buona legge», aggiunge, prima di rivolgere una critica alle opposizioni: «Francamente, non credo che sia una gran mossa per le opposizioni fare campagna elettorale per il tramite della Consulta. Gli italiani hanno bisogno di risposte e di proposte concrete».
«Le donne si sostengono con atti concreti non con le quote»
Arianna Meloni risponde anche alle contestazioni sulle garanzie per la rappresentanza femminile. «Le donne non si aiutano con le quote, si sostengono con atti concreti che le mettano in condizione di esprimere il proprio talento», sostiene, rivendicando il record dell’occupazione femminile raggiunto durante il governo guidato da Giorgia Meloni.
«Certo, c’è ancora molto da fare, soprattutto fuori dai palazzi. Non è assicurando alle elette del campo largo di tornare a occupare il proprio scranno che si sostengono le donne», aggiunge.
Sul meccanismo delle candidature precisa: «La nuova legge elettorale assicura l’alternanza nelle liste e non sta scritto da nessuna parte che i capilista debbano essere uomini. Come Fratelli d’Italia candideremo semplicemente i profili migliori. Pd e M5S sono liberi di scegliere i propri criteri».