La svolta dopo 46 anni?
Ustica, uno spiraglio di verità. La Procura di Roma ritira la richiesta di archiviazione: “La collaborazione della Francia riapre un nuovo filone”
Il dossier Ustica non è chiuso. Si aprono nuovi scenari sulla strage della sera del 27 giugno 1980 quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mare Tirreno provocando la morte di 81 persone. Un caso irrisolto da quasi mezzo secolo. Uno dei tanti misteri italiani che ha attraversato il dopoguerra tra depistaggi, false verità, suicidi e tensioni internazionali. Dopo la notizia della disponibilità della Francia a consegnare all’Italia la documentazione sulla strage la Procura di Roma ha deciso di ritirare la richiesta di archiviazione del procedimento. A darne atto è stato il procuratore capo Francesco Lo Voi durante l’udienza davanti al gip Livio Sabatini (che si riserva di pronunciarsi). “È arrivata la disponibilità da parte delle autorità francesi a riaccendere la cooperazione che c’era stata negli anni passati – ha detto Lo Voi – questo rappresenta per la procura una forma di riattivazione che apre un filone con nuove prospettive. Tutto questo ci porta a ritirare la richiesta di archiviazione”.
Ustica, la Procura di Roma ritira la richiesta di archiviazione
“Tra gli atti sono presenti 9 file informatici, due documenti del ministero della difesa francesi. E inoltre – ha detto Lo Voi – dalla Francia è arrivata una apertura per riattivare anche per il futuro un collaborazione giudiziaria”. La novità arriva dopo decenni di richieste di cooperazione e rogatorie, rimaste in larga parte senza risposte sostanziali. Tra i materiali sollecitati figurano le registrazioni radar dell’area in cui precipitò il DC-9. Ma anche Le posizioni delle portaerei francesi Clemenceau e Foch, i piani di volo dei caccia diretti in Libia e gli elementi relativi alla traccia radar “amica” LL004. Rilevata dal radar di Poggio Ballone, in Toscana, in prossimità della base aerea francese di Solenzara, in Corsica. “La documentazione annunciata – spiega Lo Voi – potrebbe ora offrire nuovi elementi per ricostruire quanto accadde quella sera e verificare piste rimaste”.
La Francia pronta a inviare a Roma i documenti sulla strage
Atti, file e documenti che coprono un arco temporale compreso tra il 1981 e i primi anni ’90. La magistratura italiana, nell’ambito di due inchieste penali sulla strage di Ustica, attende notizie dalla Francia dal 1990. Per ben undici volte in sei anni l’allora giudice istruttore Rosario Priore non ottenne da Parigi risposte esaustive sui principali quesiti legati all’abbattimento del Dc9 Itavia al largo di Ustica. La richiesta di archiviazione, ora ritirata, riguardava due fascicoli, riunificati, aperti nel 2008 e nel 2022 dai pm di piazzale Clodio, entrambi contro ignoti. Il primo è stato aperto dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Il secondo dopo un esposto presentato dall’Associazione per la verità su Ustica. Per i pm, che hanno escluso la pista della bomba, lo scenario resta comunque quello della battaglia aerea. Secondo quanto riferito da un supertestimone, Giovanbattista Sparla, addetto dell’aeronautica militare, “il Dc 9 è rimasto coinvolto nella battaglia tra aerei americani e libici. Uno dei quali avrà sganciato un missile che per errore ha colpito il velivolo civile”. Tre anni fa l’ex premier Giuliano Amato, attribuì la responsabilità alla Francia, “con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno. Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig”.
La soddisfazione con riserva dell’associazione dei familiari delle vittime
Soddisfazione ma con riserva da parte dell’associazione dei familiari delle vittime. “La procura ha giustamente preannunciato la revoca della richiesta di archiviazione. E su questo tema il giudice non ha discrezionalità. È pacifico che la procura possa formulare e anche revocare la richiesta di archiviazione”. Così l’avvocato Alessandro Gamberini, storico legale di parte civile dell’Associazione d dopo l’udienza a piazzale Clodio. “Il procuratore Lo Voi ha preannunciato che con molta serietà si riapriranno le indagini, recupererà il materiale fornito durante questa discussione. Dopodiché quindi interloquiremo con lui o con il pm che verrà designato per l’indagine. Penso che dobbiamo aspettare di vedere cosa ci manderà la Francia”. Un altro legale di parte civile, l’avvocato Daniele Osnato, definisce la “tempistica” della Francia “molto strana, molto anomala. Siamo proprio stati sempre molto sfortunati in questa storia e per questo io resto molto cauto e anche molto prudente”.