La sinistra fuori dal mondo
Stranieri “Bingo Bongo”: l’accozzaglia di banalità e retorica contro la destra nel triste show di Massini
Che palle. Almeno due, tre, quattro. Un’apocalisse di palle e sbadigli che manco un comizio della Schlein. Pochi concetti ma confusi. Non tanto per le idee, ma per gli argomenti, al cospetto dei quali perfino l’Ia avrebbe perso il suo proverbiale aplomb se interpellata da tal Stefano Massini, l’Oratore narcotizzante. Uno di destra, più che offendersi, ieri sera s’è addormentato e questo non è bello, è discriminazione televisiva. Ma cosa s’è inventato quell’istrione di Massini per attaccare il decreto sul tetto agli stranieri nelle classi nel suo monologo pluri-palle a “Piazza Pulita” di Formigli?
La filippica di Bingo Bongo Massini sulla destra cattiva
In sintesi. Gli immigrati che non sono tutti criminali, (ma no?), che fanno i lavori più umili, (davvero? Solo loro?), che se non ci fossero loro noi italiani saremmo più poveri, (vabbè, sempre se non rubano), che loro muoiono nei campi e nelle cisterne, (ah noi no?), che Gesù era un migrante (trovata su google), che l’Italia non è cattiva come i politici (forse ispirata da un monologo di Rita De Crescenzo). Corrado Formigli, però, ha gradito, gli serviva uno come lui, un Massini urlante.
Del resto, come collegare il tetto agli studenti stranieri nelle classi e il divieto di indossare il burka nelle scuole con una destra razzista, becera, ignorante e incapace di comprendere il valore aggiunto dei migranti? Non serve l’Intelligenza artificiale, basta una Retorica naturale affidata a un simbolo della semplificazione politica della sinistra, il re dell’ovvio, il maestro della forzatura politica, l’Houdini della notizia, l’attore Stefano Massini, uno di quelli che se gli chiedono di spiegare come far finire la guerra ti spiega che Hitler era cattivo, che le armi feriscono e che la pace è bella e mamma ti voglio bene, la destra no.
Dario Fo e Carmelo Bene erano un esempio di spietata denuncia
La banalità è il mestiere di Stefano Massini, a ben vedere anche più di quella dell’attore, che svolge con moine e faccette che farebbero rivoltare nelle tombe Carmelo Bene con i suoi sguardi algidi e Dario Fo che sfoderava i suoi sorrisi fulminanti, modelli di recitazione realistica, di denuncia, costruiti sulle intuizioni, i gesti minimi, i non detto. E non con l’aggressione del video e dello spettatore con un viso allucinato da scoperta delle bolletta della luce o con metafore infantili da asilo mariuccia. C’era tutto questo ieri, con un Corrado Formigli estasiato, nel monologo di Stefano Massini sui “Bingo bongo” perseguitati dalla destra, che li vuole redistribuire nelle aule non nei campi di concentramento: un’accozzaglia di luoghi comunio attribuiti a chi non è di sinistra, “i neri hanno il ritmo nel sangue”. “sono alti come i vatussi”, sono “tutti criminali”, per illuminare il pubblico sulla matrice ideologica e fascista del decreto legge che in tanto avevamo proposto a sinistra e che oggi il 60% degli studenti italiani, bianchi, beri, rossi, stranieri, italiamo, approva e condivide, come documenta un sondaggo di Skuola.net, mica di Nazi.it (si scherza, Stefano, relax).
L’opposizione fatta a colpi di banalità e fake news
Avere una posizione diversa suilla questione del “tetto” del 30% di stranieri nelle classe – nonostante nel decreto non ci sia scritto che gli esuberi vengono rimpatriati, tolti ai genutori o mandati al rogo – è legittimo, anzi, doveroso, per chi fa opposizione al governo. Ma costruire un monologo sull’odio della destra nei confronti dei migranti che ci offrono lavoro che non vogliamo fare, non fa né ridere né piangere. Mortifica la gente perbene che vota a destra, questa è la verità. E documenta il livello di ragionamento che a sinistra viene valorizzato, utilizzando secondo file, ballerini a soggetto, personaggi in cerca d’autore che non si sforzano di elaborare un approfondimento che consenta di argomentare senza ricorrere a lapalisse, a slogan, alla retorica, alla solfa del fascismo, dei cattivoni di destra. Lo sforzo che questo giornale chiede ai suoi lettori, e non è un sacrificio da poco, è di guardare il monologo di Massini, in basso, provare a interrogarsi sulla sinistra che banalizza la realtà e la trasfigura, per strappare un consenso buonista, facile, immediato, ma che non crea consenso, solo apparente indignazione.
Da qui, la sinistra che perde e non sa perché. Certo, dare la colpa a Massini sarebbe attribuire all’attore un peso eccessivo nella storia di questo paese, ma il caso è da studiare, a livello politologico, anche da sinistra. Perché su argomenti seri, o si fa ridere, o si fa piangere, non si fa sbadigliare. “Ciao, sono Bingo Bongo”, ha esordido Massini. Ciao, Stefano, magari,
Il video di “Piazza Pulita”