Ma quale integrazione
Ecco ‘la ghettizzazione’: a Prato scuole cinesi illegali e studenti stranieri in maggioranza. In IV elementale si insegna l’alfabeto
Negli ultimi anni sono finite sotto sequestro diverse scuole dell'infanzia cinesi e il tasso degli studenti stranieri nelle scuole si è elevato vertiginosamente. Eppure a Prato il sindaco dem, Matteo Biffoni, si preoccupa per la nuova misura del governo Meloni
Politica - di Gabriele Caramelli - 26 Settembre 2026 alle 11:03
Dalle scuole illegali cinesi fino ad arrivare alle classi quasi colme di studenti stranieri, a Prato sono molti i problemi che le istituzioni si trovano a dover fronteggiare. Come riporta Il Giornale, nel 2024 l’istituto Maccagni aveva l’81% di stranieri nella scuola dell’infanzia, il 75% alla primaria e il 78% alle medie. Nonostante ciò, il sindaco dem Matteo Biffoni paventa qualche chiusura degli istituti come il suo omologo milanese Beppe Sala, anche se il tetto agli stranieri nelle classi risulta essere una boccata d’ossigeno per tutti quegli alunni italiani che nel tempo si sono ritrovati in minoranza nelle aule. Nella provincia lo scenario è molto simile: il 42.9% delle scuole supera il 30% degli studenti con cittadinanza straniera. A rimpolpare le file di stranieri nelle aule ci sono anche le comunità pakistane e bengalesi, che nel corso del tempo hanno contribuito alle statistiche.
Scuole cinesi illegali e stranieri in maggioranza nelle classi: a Prato regna la “disintegrazione”
Alle elementari «i pochi italiani presenti nelle sezioni si annoiano. Al quarto anno siamo ancora all’alfabeto. Gli italiani nelle classi leggono i libricini e le insegnanti ripetono l’a, b, c». Siamo davanti a un dato preoccupante rilevato dalla docente e consigliera comunale di FdI, Daniela Melani, che poi ha aggiunto: «Tanti bimbi non italofoni, in quinta elementare, non arrivano neppure all’A2, il livello base. La misura del governo è ben fatta, il centrodestra sta difendendo la scuola pubblica». Insomma, è ormai evidente che a Prato c’è qualcosa che non va e questo non dipende dal settore scolastico pubblico o privato.
Nel weekend molti studenti frequentano le scuole e le associazioni culturali cinesi, mentre i genitori continuano a lavorare. All’apparenza può sembrare un metodo per conservare la cultura d’origine, ma la procura e le forze dell’ordine hanno scoperto che alcune di queste associazioni offrono prestazioni educative senza averne l’autorizzazione. Due asili sono finiti sotto sequestro nel 2019, poi un altro ancora nel 2024 e l’ultimo in ordine di tempo nel 2026. I genitori cinesi sembrano decisamente più interessati all’apprendimento del mandarino per i propri figli, che molto spesso prendono la “Via della Seta” verso la Repubblica popolare e tornano soltanto dopo aver terminato gli studi.
Il tasso di abbandoni scolastici nella Chinatown toscana è preoccupante
Non è da sottovalutare il fatto che, nel corso degli anni, Prato è diventata una delle città con il tasso più alto di abbandoni scolastici. A confermarlo sono i dati Istat, che registrano un indicatore dell’11%. Prima della Chinatown toscana c’è soltanto Olbia. «Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sarà presto qui», anticipa il consigliere comunale leghista Claudiu Stanasel, ricordando che dovrebbe essere il primo cittadino del Pd a spiegare come mai esista un gran numero di minori fuori dal sistema scolastico.
Sul tema è intervenuta anche la consigliera regionale di FdI, Chiara La Porta: «Oggi il sindaco Biffoni grida allo scandalo per il tetto. Un finto integrazionismo che non ha mai aiutato nessuno: ha creato classi ghetto, dove la didattica è paralizzata, danneggiando sia i figli dei pratesi sia i bambini stranieri». Ci vuole coraggio a parlare di ghettizzazione a proposito delle misure scelte dal governo Meloni sul limite degli stranieri nelle classi, visto che ad essere in minoranza – va sottolineato – sono proprio gli italiani.