La mossa della Leopolda
Renzi chiama lo “sceriffo” per spaventare Conte e Schlein: se arruola De Luca può mandare in tilt Pd e M5S
Spauracchio politico o possibile protagonista reale dell’universo renziano? Si delinea una realtà un po’ diversa dietro le interpretazioni sull’invito rivolto da Matteo Renzi a Vincenzo De Luca alla 14esima edizione della Leopolda in programma questo fine settimana a Firenze. Una comparsata provocatoria, giusto per smuovere le acque del campo largo che non gradisce i renziani, o l’annuncio di un ingresso dell’ex governatore, attuale sindaco di Salerno, nella Casa dei Riformisti di Renzi? C’è chi giura su questa seconda ipotesi e fantastica, ma mica tanto, su percentuali di consenso a doppia cifra per l’ex Italia Viva di Renzi. Tutti voti tolti al Pd, nel quale milita il figlio dello “sceriffo”, e ai grillini, che del populismo deluchiano fanno il loro stesso mantra politico.
Renzi e De Luca, la coppia che fa impazzire il centrosinistra
Non solo il sindaco di Salerno ed ex governatore campano, Vincenzo De Luca. Sul palco della Leopolda salirà anche Mario Calabresi, disponibile a correre per la carica di sindaco di Milano (pure passando dalle primarie). Ma è l’invito a Vincenzo De Luca, da tempo in rotta col Pd, a scatenare le fantasie politiche e gli incubi di chi non vuole Renzi nel campo largo di centrosinistra, Venerdì 2 ottobre il sindaco di Salerno aprirà insieme all’ex presidente del Consiglio la Leopolda 2026: un invito che arriva proprio mentre nell’area centrista del centrosinistra sono in corso grandi manovre e nel Pd l’area riformista è schiacciata sulle posizioni dei “contiani”, sia su Kiev che sull’antisemitismo. Renzi potrebbe lanciare l’esca con De Luca, con cui il feeling è antico: lo ha descritto come un amministratore «sanguigno, esperto, molto capace» che può dare molto ai giovani e più in generale al centrosinistra. Con De Luca sulla tolda, l’area renziana riformista potrebbe sognare in grande. E se lo sceriffo scendesse in campo per le primarie?