L'intervista
Frassinetti: l’integrazione è il pilastro del decreto. La sinistra accecata dall’ideologia non ha capito, ma quale spot elettorale
Politica - di Gloria Sabatini - 26 Settembre 2026 alle 08:35
Classi ghetto? Ma è l’esatto contrario. Solo una sinistra accecata dall’ideologia può scatenare una rissa sul disegno di legge che introduce nelle classi un tetto del 30% alla presenza di stranieri che non conoscono l’italiano. Un polverone che ignora gli obiettivi e le applicazioni concrete della norma. Che mira all’integrazione tra i banchi e combatte ulteriormente la dispersione scolastica. La pensa così Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito, milanese doc, una lunga militanza a destra, che al Secolo d’Italia illustra la filosofia dell’ultimo provvedimento sul quale il governo ha investito 709 milioni di euro. E respinge punto per punto le obiezioni delle opposizioni.
Può riassumere lo spirito del decreto che in questi giorni ha conquistato le cronache nazionali?
Il valore ispiratore è quello dell’integrazione e dell’inclusione, non capisco perché la sinistra si sia agitata in questo modo. Partiamo da una constatazione di buon senso: le classi in cui ci sono alunni e studenti che non conoscono la lingua italiana non garantiscono l’integrazione. Crediamo che la scuola non sia un luogo dove parcheggiare bambini e ragazzi, ma un luogo dove insegnare, per dare gli strumenti necessari agli studenti per continuare il percorso scolastico fino all’età adulta. Dovranno iscriversi alle medie e alle superiori e, se vogliono, potranno proseguire gli studi fino all’università. Ma come si fa a imparare, ad apprendere senza conoscere la lingua? È un pre-requisito per evitare ritardi nell’apprendimento.
Nessuno scandalo allora. Non c’è discriminazione stranieri-italiani come denunciano le opposizioni?
Assolutamente no, è una norma di buonsenso, tutt’altro che discriminatoria. Il tetto, voglio chiarire, riguarda solo gli alunni che non hanno la cittadinanza italiana e che non hanno frequentato neppure due anni di scuola dell’infanzia. Gli altri altri non rientrano nella soglia. Inoltre abbiamo previsto finanziamenti in questa direzione, se la scuola per ragioni territoriali non è nelle condizioni di rispettare il limite può contattare gli uffici scolastici territoriali per trasferire gli alunni nei plessi più vicini secondo il rispetto del principio di prossimità. Nessuna deportazione (sorride)
Si aspettava questa onda di proteste? Questa escalation di denunce?
Me lo aspettavo perché tutto viene strumentalizzato dalle sinistre per colpire il governo, non c’è un’analisi oggettiva nel merito del contenuto. Sono tutte obiezioni ideologiche e pregiudiziali, l’obiettivo della legge è l’esatto contrario delle “classi ghetto”.
Un’obiezione delle sinistre riguarda anche la tempistica dell’annuncio. Sarebbe, dicono, una trovata elettorale per inseguire Vannacci
Vannacci non c’entra assolutamente niente. È un progetto che viene da lontano, basta rileggere le interviste e le dichiarazioni in materia. Sono due anni che il ministro Valditara parla di potenziamento della lingua italiana, che è alla base del decreto. Un altro effetto importante che si ottiene dal tetto del 30% è la riduzione della dispersione scolastica, terreno su cui il governo ha ottenuto grandi risultati, come dimostrano i dati più recenti. Con questo decreto sarà potenziata ulteriormente la crociata contro l’abbandono. Se i bambini sono integrati più difficilmente abbandonano il percorso scolastico.
Sembra un paradosso ma a sentire le sue parole l’integrazione è cosa di destra e non di sinistra
La destra vuole permettere a tutti i bambini che non sanno l’italiano di raggiungere i loro obiettivi e consentire la loro crescita attraverso l’apprendimento. Se la sinistra mettesse da parte una visione strumentale e pregiudiziale sarebbe capace di comprendere e di condividere. Ma fa molta fatica a capire il concetto perché è accecata.
Il decreto prevede anche una norma sul burqa e il niqab a scuola, di cui si parla poco…
Infatti. Abbiamo inserito il divieto assoluto di presentarsi a scuola con il volto coperto: è una misura di trasparenza e sicurezza, ma anche in difesa dei diritti della donna. È molto strano che in questo caso la sinistra taccia e non concordi che le ragazze non debbano andare a scuola velate e bardate.