Campo largo in fibrillazione
Primarie, Conte stacca Schlein, ma invita i suoi a non infierire. Il retroscena: «Non dovete attaccare Elly»
La partita per la leadership del centrosinistra si complica parecchio. A una settimana dal voto parlamentare sulla nuova legge elettorale che condurrà alle Politiche del 2027, il nodo è la scelta del candidato premier del Campo Largo. E il nuovo sondaggio dell’Istituto Demopolis per Otto e Mezzo fotografa una profonda spaccatura anche sul metodo.
I numeri parlano chiaro: poco più di 4 elettori progressisti su 10 ritengono necessarie le Primarie, mentre il 51% preferirebbe un accordo politico per individuare il candidato. I gazebo, affiancati dal voto online, convincono il 60% degli elettori M5S. Nel Pd, invece, appena il 33% considera necessarie le Primarie, contro il 56% che preferirebbe un’altra soluzione.
Conte al 33%, Schlein al 26%
In un’ipotetica sfida a cinque, Giuseppe Conte risulta al 33%, davanti a Elly Schlein, ferma al 26%. Silvia Salis raggiungerebbe il 20%, mentre Alessandro Onorato ed Ernesto Maria Ruffini raccoglierebbero complessivamente il 5%.
Nello scontro diretto tra i leader dei due principali partiti, esteso a tutti gli elettori del campo largo – circa 12 milioni secondo Demopolis – Conte salirebbe al 44% contro il 40% di Schlein, con il 16% di indecisi.
Il risultato si ribalta tra chi andrebbe ai gazebo
Lo scenario cambia considerando soltanto gli elettori che dichiarano di voler effettivamente partecipare alle Primarie, stimati in circa un milione e mezzo. In questa platea Schlein sarebbe al 43% e Conte al 41%, con un altro 16% di indecisi. Un dato significativo anche perché il 53% degli elettori del Campo Largo teme che le Primarie possano finire per indebolire e dividere la coalizione.
L’indiscrezione del Fatto: «Conte teme per Schlein»
A rendere ancora più delicato il quadro è il retroscena pubblicato dal Fatto Quotidiano. Il quotidiano titola: «Conte teme per Schlein e predica la tregua ai suoi: “Non dovete attaccarla”».
Secondo la ricostruzione di Luca De Carolis, dal vertice M5S sarebbe arrivata ai dirigenti l’indicazione di evitare attacchi alla segretaria dem. Nel Movimento, riferisce il Fatto, ci sarebbe infatti la preoccupazione che un indebolimento di Schlein possa alterare gli equilibri del Pd e complicare il percorso del centrosinistra verso il 2027. Un paradosso politico, ma che rende l’idea dello stato di grande fibrillazione e debolezza del campo largo.