I temi dirimenti
Pagliarulo scrive a tutti i parlamentari: «Fermare la riforma della legge elettorale». Ecco le priorità dell’Anpi
L’associazione nazionale partigiani, nota con l’acronimo Anpi, ha inviato una lettera a tutti i parlamentari italiani.
Nel leggere questa notizia battuta nei titoli di alcune delle principali agenzie di stampa italiane, il primo inevitabile pensiero è andato al ddl sull’antisemitismo. Si tratta infatti di un tema che riguarda, per così dire, un livello politico sicuramente “più alto” in termini di valori e posizioni e che una associazione di partigiani ha sicuramente a cuore, a tal punto da scrivere lettere a centinia di parlamentari. Oltretutto è noto che su questo terreno è in corso a sinistra un dibattito che sta provocando non poche rotture, soprattutto all’interno del Partito democratico ma anche di tutto il campo di opposizione. E proprio sul tema inevitabilmente era intervenuta in tempi non sospetti anche l’Associazione dei Partigiani per sostenere, quasi incredibilmente, le ragioni del ‘no’ alla norma.
Il ‘pericolo’ legge elettorale
Eppure, presumibilmente con grande sorpresa anche di alcuni degli stessi parlamentari che hanno ricevuto la missiva, non è l’antisemitismo l’argomento che ha spinto il presidente Gianfranco Pagliarulo a prendere carta e penna (o tastiera e pc) e scrivere una lunga epistola recapitata a tutti i rappresentanti parlamentari della Repubblica Italiana.
La ‘preoccupazione’ del numero uno di Anpi è puntata su un altro focus, completamente diverso: “fermare la riforma della legge elettorale”. E così il rappresentante ‘dei partigiani’ ha scritto: “Gentili onorevoli -siete chiamati a votare, a meno di un anno dalla prossima scadenza elettorale, una legge che cambierà le regole del voto nazionale e che, a detta di autorevoli costituzionalisti, metterà in discussione il ruolo del Parlamento in quanto luogo di rappresentanza della sovranità popolare. Ove una coalizione raggiunga il 42% dei voti, il premio di maggioranza previsto con oltre cento parlamentari eletti nelle due Camere in un listino bloccato determinerebbe, infatti, un Parlamento che non rappresenta la volontà degli elettori e viola il principio di proporzionalità e di eguaglianza del voto”.
Liste bloccate da 20 anni. Pagliarulo lo sa?
Pagliarulo, dunque, contesta i listini bloccati, sebbene meccanismi di liste bloccate siano presenti nella legislazione elettorale italiana da oltre vent’anni. E nel suo accorato scritto che “l’obbligo – poi – per ciascuna lista dell’indicazione di un candidato premier limiterebbe di fatto i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica”.
Quale sarà il prossimo contenuto della missiva? Il bollo auto?
L’Anpi chiede di “fermare questa legge e di riaprire una discussione tra tutti i gruppi parlamentari per proporre un testo legislativo che, pur riconoscendo l’importanza della governabilità, la subordini al valore costituzionale della rappresentanza dei cittadini e delle cittadine, a fronte di un crescente astensionismo che rivela disincanto e sfiducia verso le istituzioni rappresentative, la cui debolezza finirebbe col distruggere i fondamenti stessi della nostra democrazia”. E in democrazia si sa, ognuno scrive lettere sul tema che vuole. Poco conta se poi suscita le perplessità di chi le legge domandando quale sarà il prossimo tema da attenzionare. Che sia l’abolizione del bollo auto? Lo scopriranno i parlamentari, nella loro cassetta postale…