Cosa dicono gli inquirenti
Modena, altro che folle, El Koudri era un aspirante terrorista attenzionato dai servizi segreti
L'indagato per l'attacco di Modena aveva registrato diversi video prima di lanciarsi per la strada con la sua auto, travolgendo otto persone e causando la morte di Monica Esposito. Nei suoi cellulari sono stati ritrovati elementi sul fondamentalismo islamico e sugli addestramenti militari
Politica - di Gabriele Caramelli - 28 Settembre 2026 alle 16:24
Salim El Koudri, l’autore dell’attacco di Modena dove è morta una donna e si sono registrati otto feriti gravi, era stato attenzionato dai servizi segreti, sia italiani che stranieri. È quanto emerso da un articolo pubblicato da La Verità, che riporta ulteriori dettagli sulla vicenda. L’indagato sarebbe stato oggetto di un monitoraggio più volte, fra il 2021 e il 2023, dopo aver mandato alcune mail sospette a un’università e soprattutto dopo la telefonata a Camp Darby, la base militare di Pisa, dove sono presenti anche truppe americane. In seguito, le sue azioni avrebbero fatto scattare gli accertamenti dell’intelligence, ma dopo un periodo di osservazione non sarebbero stati ritrovati elementi sufficienti per considerarlo come un soggetto pericoloso.
Tra l’altro, a Fuori dal Coro su Rete 4, uno degli operatori che si è occupato della vicenda ha fornito ulteriori delucidazioni su Salim: «Dalla mia struttura abbiamo seguito e attenzionato il caso El Koudri in più momenti. Abbiamo avuto modo di analizzare comportamenti grazie a una attività di attenzione e di ricerca specifica. Vorrei in maniera anonima sottolineare che non c’è stato da parte nostra nessun gap tanto nell’attività di ricerca che di valutazione oggettiva riguardo questo possibile target da noi attenzionato.
L’epilogo negativo sicuramente è da ricondurre non a una negligenza su una attività di anticipo ma probabilmente su una errata interpretazione comportamentale che può accadere nella valutazione di un target attenzionato quando i giocatori in campo sono diversi e con priorità diverse».
Altro che lupo solitario, Salim El Koudri era stato attenzionato dai servizi segreti
Sempre nel programma televisivo condotto da Mario Giordano, sono stati mostrati quattro video che Salim El Koudri aveva registrato prima dell’attacco di Modena. Ecco alcune delle frasi raccapriccianti pronunciate 31enne di origini marocchine: «Cos’è un cadavere? Cos’è una guerra? Che cos’è l’arte bellica? Che cos’è un corpo mutilato? Nella mia anima faccio quello che c*o voglio… Noi abbiamo bisogno di distruggere la Lombardia… le persone di Venezia… Mi dispiace… quelle persone sono ratti. I lombardi e i veneti verranno uccisi…. Voglio vendetta… mi spiace… sono stanco di voi… siete persone inutili… dovete f*rvi». A seguito della sua azione, otto persone rimasero travolte e un’altra, Monica Esposito, è morta. Secondo quanto riporta il quotidiano milanese, invece, nei telefonini del migrante di seconda generazione sono state reperite dagli inquirenti anche 68.000 ricerche web fra il 9 marzo e il 16 maggio, lo stesso giorno del suo schianto in città.
Emerge che un giorno su due, Salim si documentava sullo Stato islamico e sull’addestramento militare. Nei cellulari sono state rinvenute immagini di armi da fuoco e di armi da taglio, ma anche quelle di attentati islamici, tra cui quello di Manchester nel2017 e quello di Charlie Hebdo nel 2015, passando per per le Torri Gemelle del 2001 fino ad arrivare a Lipsia nell’anno corrente. Ma non finisce qui, perché El Koudri aveva anche un indirizzo e-mail intitolato “[email protected]”. In uno dei suoi video orientava minacce molto particolari: «Ti taglio la gola, vengo lì ti ficco e ti impalo, vengo lì e ti ammazzo all’istante te e il tuo Paese di merda. Se vieni qua ti attacco alla mia auto e ti trascino per strada. Vengo lì e ti spacco la testa». Insomma, il profilo che emerge da questi elementi assomiglia a quello di un aspirante stragista indottrinato dal fondamentalismo religioso.
FdI: «La Regione si costituisca parte civile»
I consiglieri di FdI in Emilia-Romagna hanno chiesto, il 24 settembre, che la regione si costituisse «parte civile nel procedimento penale a carico di Salim El Koudri per i fatti di Modena del 16 maggio». La richiesta, contenuta in una risoluzione regionale, è stata firmata da a Ferdinando Pulitanò (primo firmatario), Annalisa Arletti, Marta Evangelisti, Priamo Bocchi, Francesco Sassone, Fausto Gianella, Nicola Marcello, Giancarlo Tagliaferri, Alessandro Aragona, Luca Pestelli. «La Regione Emilia-Romagna – hanno spiegato i consiglieri di FdI – promuove storicamente la tutela della sicurezza integrata, della coesione sociale e della qualità della vita nelle comunità». E ancora: «L’aggressione di Modena ha causato un rilevante e diretto danno finanziario al servizio sanitario dell’Emilia-Romagna per i costi sostenuti nelle cure e nell’assistenza alle vittime, anche per l’attivazione di servizi straordinari di supporto psicologico ai testimoni dell’evento».
Come hanno evidenziato i consiglieri di FdI, «la presenza dell’ente regionale nel processo penale non costituisce un atto meramente formale, bensì l’adempimento di un dovere morale e politico di vicinanza sostanziale alle vittime, alle loro famiglie e in particolare ai congiunti di Monica Esposito». Nei fatti, «la costituzione di parte civile della Regione rappresenta uno strumento indispensabile per richiedere il risarcimento di tutti i danni, diretti e indiretti, patrimoniali e d’immagine, arrecati alla comunità e al proprio sistema pubblico». Per concludere, gli esponenti regionali hanno richiesto di «destinare i risarcimenti che verranno riconosciuti in sede giudiziaria a favore della Regione a sostegno dei familiari delle vittime e a progetti specifici per la sicurezza cittadina e l’assistenza alle vittime di reati violenti».