Alla festa del Tempo
Meloni smonta il teatrino su Vannacci: “Il voto utile? Quello per un governo compatto e non ricattabile”
Giorgia Meloni rilancia il taglio delle tasse, difende il limite agli studenti stranieri nelle classi e rivendica i risultati del governo su immigrazione e periferie. In video collegamento con la festa de Il Tempo, la presidente del Consiglio ha affrontato diversi dei principali temi dell’agenda dell’esecutivo, dal fisco al nucleare, passando per scuola, immigrazione e sicurezza. Una delle domande è stata, inevitabilmente, su Vannacci. E la premier non si è sottratta, anche se ha allargato il discorso a un tema più generale, quello della governabilità, che chi si dichiara di destra dovrebbe anteporre alle schermaglie più o meno narcisistiche.
Meloni e Vannacci, il tema del voto utile all’Italia
“Non è più di tanto da chiarire questo ai cittadini. Penso che i cittadini ce l’abbiano già chiaro. Penso che il voto sia utile quando è un voto utile all’Italia e, per come la vedo io, il voto utile è quello che ti consente di avere una maggioranza compatta, un governo scelto dai cittadini, che abbia un programma chiaro, che possa rispettare gli impegni presi, che non sia ricattabile”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel video collegamento con la festa de Il Tempo, .
“Le cose le vedo così. Anche perché interpreto la politica come servizio alla nazione, non come forma di realizzazione personale. E quindi penso che non ci si debba semplicemente porre il tema di vincere le elezioni. Io penso che ci si debba sempre porre soprattutto il tema di riuscire a governare bene, perché è questo che fa la differenza”, ha aggiunto. “E sono convinta che lo abbiamo dimostrato in questi anni e sono convinta che lo possiamo dimostrare anche per i prossimi. E chiaramente questo dipende dagli italiani, ma io confido che gli italiani capiscano molto bene come stanno le cose quando andranno a votare”, ha concluso Meloni.
“Avanti con il taglio delle tasse”
“Posso confermare che vogliamo continuare a tagliare le tasse per tutti e che ovviamente abbiamo un occhio di riguardo per un ceto medio che è motore di questa nazione”, ha detto la premier, spiegando che “alleggerirlo serve chiaramente a tutti, compatibilmente con la situazione che dobbiamo affrontare, dato un contesto intorno a noi che non è facilissimo. E quindi è sicuramente uno dei nostri obiettivi”, ha aggiunto.
Scuola e studenti stranieri
Sul limite agli studenti stranieri nelle classi, Meloni ha respinto le critiche arrivate dall’opposizione. “Mi stupisce che la sinistra non sia d’accordo” sul tetto agli studenti stranieri nelle classi, “hanno iniziato in questi giorni a postare foto di classi multiculturali, di bambini stranieri, come se noi avessimo qualcosa contro quei bambini, come se noi volessimo cacciare quei bambini dalle scuole, quando invece puntiamo a fare tutt’altro, cioè consentire a quei bambini di avere una possibilità di integrarsi davvero”.
“E la sinistra lo sa, perché il tema del tetto alla presenza degli stranieri in classe è stato posto da ogni governo di ogni colore, compreso il governo Letta, compreso l’ultimo governo giallorosso a guida Giuseppe Conte. Solo che, tanto per cambiare, loro le cose le hanno dette e noi le abbiamo fatte”, ha aggiunto. “Quindi organizzare le classi in modo che siano equilibrate, è uno strumento che favorisce tutti ed è uno strumento che favorisce l’integrazione”, ha concluso Meloni.
Bollo auto e tasse sulla proprietà
Sul tema del fisco e del bollo auto, Meloni ha attaccato la posizione della sinistra: “Non piace il fatto che ci sia un governo che non solo non introduce nuove tasse sulla proprietà, ma che addirittura toglie, taglia le tasse sulla proprietà”. “Per loro è un sacrilegio, perché per loro la strada giusta è, diciamo, mettere le mani nelle tasche dei cittadini e usare quei soldi per pagare provvedimenti creativi e disastrosi. Penso al Superbonus. Non è la nostra ricetta, se ne devono fare una ragione”, ha detto la premier. “Per le patrimoniali bisognerà aspettare un governo diverso da questo, ammesso che arriverà”, ha aggiunto.
Confronto con il centrosinistra
Sul possibile confronto con il candidato premier del centrosinistra, Meloni ha ribadito la propria disponibilità: “È una disponibilità che avevo già dato. Il problema qui mi pare piuttosto sapere se avremo un candidato premier vero a sinistra”. “Io sono ferma alle proposte dei vari Speranza di usare un partigiano come prestanome da candidare premier, per fregare la gente, non dirci prima del voto chi guiderebbe un governo di sinistra in caso di vittoria”, ha aggiunto la premier.
Nucleare
Altro tema affrontato dalla presidente del Consiglio è quello dell’energia, dopo l‘approvazione definitiva della legge sul nucleare da parte del Parlamento. “Quando anche l’energia nucleare sarà operativa in questa nazione, noi saremo meno dipendenti dall’estero e saremo quindi meno esposti alle crisi internazionali che, come abbiamo visto in questi anni, si pagano in bolletta”. “Cambia che avremo un’energia stabile e a basse emissioni, quindi una componente fortissima di un mix energetico di cui abbiamo bisogno anche per non essere esposti. Cambia che abbiamo una risposta concreta alla domanda di elettricità che è destinata a crescere, con i data center e con l’intelligenza artificiale”, ha aggiunto. “E cambia, e forse questa è la cosa che interessa di più chi ci ascolta, che avremo bollette meno care”, ha sottolineato Meloni.
Immigrazione
Sul contrasto all’immigrazione illegale, la presidente del Consiglio ha rivendicato quelli che considera risultati dell’azione del governo. “Oggi possiamo dire che l’Italia non è più il campo profughi d’Europa”.
“È un risultato del quale io vado sinceramente orgogliosa, a maggior ragione ne vado orgogliosa perché è un risultato che siamo riusciti a ottenere nonostante una situazione di instabilità intorno a noi che continua a peggiorare e quindi nonostante un contesto totalmente avverso e nonostante le palesi resistenze, gli evidenti tentativi di boicottaggio di chi ha provato in ogni modo in questi anni a remare contro”, ha aggiunto. “Se tutte le parti dello Stato avessero remato sinceramente nella stessa direzione, si sarebbe potuto fare ancora meglio. E non dispero che prima o poi possa accadere”, ha concluso Meloni.
Periferie
Infine, Meloni ha parlato degli interventi di riqualificazione delle periferie, indicando Caivano come modello da replicare. “Non ci siamo fermati a Caivano. Caivano per noi non era una bandierina da piantare: era un esempio che si poteva f modello Caivano “è già operativo in altri otto territori”, ha aggiunto Meloniare e lo stiamo replicando in diverse altre realtà”. Il, citando tra gli interventi quelli a Roma, nel quartiere Quarticciolo, a Napoli, con la bonifica del campo rom di Scampia, in Calabria, con lo sgombero della tendopoli di San Ferdinando, e a Rozzano, in Lombardia.