Messaggio a Conflavoro Pmi
Meloni: “21 miliardi di tasse in meno ogni anno nelle tasche degli italiani”. Alle Pmi: “Lo Stato sia un alleato, non un nemico”
«Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale di questa Nazione, il motore di quell’Italia che ogni giorno si rimbocca le maniche e si impegna per produrre ricchezza e creare lavoro, superando ostacoli e difficoltà». Inizia così il messaggio della premier italiana, Giorgia Meloni, all’Assemblea nazionale di Conflavoro PMI.
Meloni: Governo al fianco delle Pmi
Nel testo inviato in occasione della 16ma assemblea in corso all’Auditorium Parco della Musica di Roma, Meloni ricorda che le Pmi sono «uno dei pilastri del Made in Italy, l’ossatura che consente al nostro tessuto produttivo e industriale di migliorare e di raggiungere ogni anno nuovi traguardi. Questo Governo ha scelto di essere al vostro fianco fin dal primo giorno, con un mosaico di misure costruite per difendere la vostra specificità e liberare il vostro potenziale. Penso, ad esempio, all’estensione del concordato preventivo biennale per le piccole e medie imprese e per le Partite IVA. Un provvedimento che rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma, perché consente di raggiungere un triplice obiettivo: assicurare più trasparenza nei confronti del Fisco, garantire maggiore affidabilità dei contribuenti, ottenere certezze dei rapporti tributari e del carico fiscale. In altre parole, imprenditori e autonomi possono pianificare con maggiore serenità il proprio futuro e lo Stato può contare su entrate certe».
Lo Statuto del contribuente
I provvedimenti varati dal governo più duraturo della storia della Repubblica sono molti e il capo del governo prova a ricordarne alcuni all’assise presieduta dal presidente Campobianco: «Abbiamo riformato lo Statuto del contribuente, rafforzando le tutele previste per cittadini e imprese e riducendo le sanzioni amministrative, portandole ai livelli europei. Lo abbiamo fatto perché intendiamo costruire un sistema fiscale che non soffoca la società, ma che aiuta quella società a prosperare. Lo Stato deve essere un alleato, e non un nemico di chi lavora e produce. Questo significa essere intransigenti nei confronti di chi volontariamente elude o evade il Fisco, come dimostra il record che abbiamo raggiunto nel recupero nell’evasione, e andare incontro a quei cittadini e a quelle imprese che chiedono di pagare il dovuto e in tempi giusti».
Messa a terra una visione
La premier chiarisce che non si è trattato di norme a sé stanti ma che rientrano in un una prospettiva precisa, una «visione a cui abbiamo cercato di dare forma e sostanza in questi anni, e che passa anche dal robusto taglio delle tasse che abbiamo operato. Solo con il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori e la riforma dell’Irpef, lo Stato rinuncia ogni anno a 21 miliardi di euro e mette quei 21 miliardi nelle tasche dei cittadini. Questo vuol dire, ad esempio, che un lavoratore dipendente con un reddito di 30 mila euro annui ottiene 1200 euro netti in più l’anno in busta paga. Per sempre».
Tante scelte a partire dalla detassazione
Continua Giorgia Meloni a raccontare il lavoro svolto in questi 4 anni alla guida della nazione, nella consapevolezza che le Pmi sono sempre state una priorità per l’Esecutivo di centrodestra anche alla luce di «tante altre scelte: il pressoché totale azzeramento dell’aliquota sui premi di produttività, la detassazione degli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali, la riduzione delle tasse sul trattamento economico accessorio dei dipendenti pubblici, la reintroduzione dell’iper-ammortamento per le imprese e – misura particolarmente importante per autonomi e Partite IVA – l’innalzamento a 85 mila euro della soglia per accedere al regime forfettario. Una molteplicità di interventi con lo stesso comune denominatore: costruire uno Stato più equo, che chiede il giusto per i servizi che eroga, che non soffoca le famiglie e che aiuta le imprese a lavorare di più e meglio».
Rimesso al centro dell’azione del governo il lavoro
Quello che il governo ha voluto fare è stato chiaro sin dal suo insediamento: «Abbiamo rimesso al centro il lavoro, con misure strutturali che l’Italia attendeva da decenni e che hanno permesso di far crescere l’occupazione e raggiungere risultati particolarmente incoraggianti. Inoltre, abbiamo deciso di valorizzare la contrattazione di qualità, ancorando il salario giusto ad un contratto equo, invece di sostituirlo da un numero deciso e calato dall’alto dallo Stato. Una scelta di campo, che da tempo era richiesta dalle parti sociali e che rappresenta una vittoria di tutti i lavoratori» ricorda Meloni all’Assemblea.
Continuare a fare la propria parte
Dal passato al presente, fino al futuro: Giorgia Meloni guarda lontano: «In questi anni abbiamo indicato una strada e intendiamo seguirla con costanza e determinazione, perché il lavoro che abbiamo davanti non è finito e le sfide da affrontare sono ancora molte. Continueremo a fare la nostra parte, con il coraggio che questo tempo complesso richiede. E sono certa che, in questo cammino, potremo sempre contare sul vostro contributo e su quello di tutti coloro che hanno a cuore il bene dell’Italia e si rimboccano le maniche ogni giorno per renderla più moderna, forte e prospera».