Venti misure cautelari
Mazzette, Porsche e viaggi: scatta l’inchiesta per corruzione e caporalato sull’alta velocità Napoli-Bari
Ad intervenire sono stati i finanzieri di Napoli, dopo un monitoraggio, eseguendo 20 misure cautelari per imprenditori e pubblici ufficiali. Emissione di fatture, corruzione e caporalato per operazioni inesistenti sono le accuse contestate
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 29 Settembre 2026 alle 12:45
La Guardia di Finanza napoletana ha notificato 20 misure cautelari personali e interdittive verso imprenditori e pubblici ufficiali, a proposito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Emissione di fatture, corruzione e caporalato per operazioni inesistenti sono le accuse contestate. Su richiesta del pm Henry John Woodcock, il gip ha disposto anche la requisizione preventiva del profitto dei reati di corruzione. Inoltre, secondo gli inquirenti per una tratta sarebbe stato usato anche del calcestruzzo di scarsa qualità: si tratta di una circostanza che configura un grande episodio di gravità per il magistrato. Secondo le informazioni disponibili, le mazzette sarebbero state occultate nei panettoni regalati a Natale.
Alta velocità Napoli-Bari: 20 misure cautelari. Mazzette, Porsche e viaggi in cambio di favori
Nello specifico, al centro dell’indagine ci sono i lavori connessi alle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano. In totale sono stati notificati 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, in due casi seguiti dalla sospensione dall’esercizio del pubblico servizio e tre sospensioni.
In base alla ricostruzione dei finanzieri e della procura, accolta dal giudice, sarebbe venuto fuori un meccanismo di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, considerate le responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nel conseguimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti. Inoltre, in cambio dei favori accordati sarebbero state versate somme di denaro in contanti e altre utilità, anche nascoste in confezioni e scatole natalizie. Parliamo di orologi pregiati, cellulari, soggiorni, vacanze e altri beni e servizi. Un altro filone investigativo ha riguardato l’impiego irregolare e lo sfruttamento di lavoratori extracomunitari.