Il caso della Pisacane a Roma
Mamma Flora scrive al Secolo: “Mi batto da 16 anni per l’integrazione nelle classi. Il tetto per gli stranieri è sacrosanto”
“Salve, sono Florinda, “Flora”, Arcangeli, ex portavoce delle mamme della Carlo Pisacane di Roma”. Comincia così la lettera-testimonianza inviata al Secolo d’Italia di una battagliera cittadina romana che 16 anni fa iniziò una autentica crociata per “il riequilibrio” nella composizione delle classi della scuola primaria nel quartiere multietnico di Tor Pignattara nel quadrante est della Capitale, frequentata dai suoi figli. In alcuni casi i bambini italiani risultavano in netta minoranza rispetto agli stranieri con seri problemi di integrazione e comunicazione. Dovette combattere molto per non essere accusata di razzismo e xenofobia. Oggi che il tema è tornato di stretta attualità per il decreto legge del governo, racconta la sua esperienza.
La lettera-testimonianza di Flora, ex portavoce delle mamme della scuola Pisacane di Roma
“Nel 2010 – scrive Flora – insieme ad altre mamme, portammo avanti una battaglia contro la forte concentrazione di alunni stranieri in alcune classi. Non era una battaglia contro i bambini stranieri, ma per una composizione equilibrata delle classi, convinte che l’integrazione dovesse passare anche per la presenza di tutti, senza creare situazioni di squilibrio. Quella mobilitazione contribuì al dibattito che portò all‘introduzione del cosiddetto tetto del 30% per gli alunni con cittadinanza non italiana, attraverso un’altra circolare ministeriale del 2010. Anche il Comune di Roma, all’epoca guidato dal sindaco Alemanno, adottò proprie disposizioni sul tema”.
Tetto per gli stranieri, la battaglia iniziata 16 anni fa
“Oggi – continua Flora – i nostri figli sono cresciuti: i miei sono ragazzi universitari e uno è già laureato. Alla Carlo Pisacane la situazione negli anni è cambiata e si è raggiunto un maggiore equilibrio. Ma in altre scuole del nostro Municipio il problema sembra ancora esistere. Recentemente, ad esempio, una famiglia si è trovata a iscrivere il proprio figlio, destinato alla prima elementare, fuori dal Municipio perché nella classe prevista risultavano soltanto tre bambini italiani. Questo dimostra che, a distanza di sedici anni, il principio del 30% non è stato applicato in maniera uniforme. E va ricordato che si trattava di una circolare, non di una vera e propria legge dello Stato”.
“Mi auguro che le nuove regole vengano applicate in tutte le scuole”
“Oggi, con le nuove disposizioni introdotte dal governo sul tema della composizione delle classi, mi auguro che le regole vengano finalmente applicate in maniera uniforme, in tutte le scuole e in tutti i territori. Perché garantire classi equilibrate non significa contrapporre italiani e stranieri, ma creare le condizioni per una vera integrazione e pari opportunità per tutti i bambini. Sono disponibile – conclude – a raccontare la storia della battaglia delle mamme della Pisacane e quanto è accaduto in questi sedici anni”.