La missione
L’Italia in prima linea per i Paesi colpiti dai cataclismi. Barbaro: “Cento milioni per le comunità povere e vulnerabili”
La penisola «è pienamente impegnata a costruire un quadro che garantisca un accesso semplice ed efficace, soprattutto per i Paesi più piccoli, poveri e vulnerabili», ha sottolineato Barbaro, ricordando anche il bisogno di assicurare efficienza nella valutazione delle proposte e nella capacità del Fondo di tradurre le risorse disponibili in interventi concreti
Politica - di Gabriele Caramelli - 26 Settembre 2026 alle 14:40
Non è una novità che i cataclismi stiano producendo conseguenze economiche e sociali enormi, specialmente nei Paesi e nelle comunità più deboli. «Di fronte alla portata dei bisogni globali, è fondamentale che il Fondo per la risposta a perdite e danni sia messo nelle condizioni di intervenire efficacemente a sostegno dei Paesi più vulnerabili. Una priorità è incoraggiare contributi da tutte le fonti e superando i limiti di una dipendenza esclusiva dagli strumenti finanziari tradizionali». È questo il messaggio portato dal sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Claudio Barbaro, all’evento di alto livello ‘Expanding the finance base: the urgent case for scaling up loss and damage finance’, che si è svolto a New York a margine dell’81esima Assemblea generale delle Nazioni unite e promosso dal governo delle Filippine e dal segretariato del Fondo.
L’Italia in prima linea per il sostegno alla comunità colpite dai cataclismi. Barbaro parla all’Onu
Nel suo intervento, Barbaro ha parlato delle conseguenze dei cambiamenti climatici sulle popolazioni e sulle economie, con un’attenzione specifica ai Paesi e alle comunità più vulnerabili, esprimendo anche la solidarietà dell’Italia al Nepal per i recenti eventi che hanno colpito il Paese. L’Italia aveva annunciato, sin dalla Cop28 di Dubai, nel 2023, un impegno di 100 milioni di euro a favore del Fondo. Il trasferimento dell’intero contributo è in fase di completamento.
La penisola «è pienamente impegnata a costruire un quadro che garantisca un accesso semplice ed efficace, soprattutto per i Paesi più piccoli, poveri e vulnerabili», ha sottolineato Barbaro, ricordando anche il bisogno di assicurare efficienza nella valutazione delle proposte e nella capacità del Fondo di tradurre le risorse disponibili in interventi concreti. L’Italia continuerà quindi a lavorare, anche in vista della Cop31, per un Fondo efficace e accessibile, capace di coinvolgere una base diversificata di finanziatori e di indirizzare realmente il supporto verso i Paesi che ne hanno maggiore necessità.