L'economista sul "Corriere"
“L’Italia è andata meglio del previsto”: Cottarelli smonta le isterie catastrofiste sulla Procedura Ue. Il 3,1% non è una bocciatura
L'analisi del professore sul Corriere della Sera gela i fautori del disastro sulla procedura Ue: quanta esagerazione, il risultato del 2025 non è affatto male. L’obiettivo originario, concordato con la Commissione, era di un deficit del 3,4%
L’Italia ha lavorato bene ed “è andato meglio del previsto”. Non è la lettura di un esponente del governo, ma la la voce autorevole di Carlo Cottarelli, economista ed editorialista, che smonta le isterie delle opposizioni che parlano di “smacco” e di incapacità del governo sulla mancata uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione: traguardo mancato per uno 0,1 per cento, come rilevato dall’Istat. L’economista in un articolo sul Corriere della Sera ridimensiona nettamente le conseguenze della mancata uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo. Il titolo offre la giusta bussola: «Deficit, facciamo chiarezza. Il 3,1% non è una bocciatura: cosa succede davvero e quali sono le conseguenze. Cambia meno di quanto si dice». E’ la politicizzazione della vicenda – spiega Cottarelli- ad alimentare la gran confusione. Di più, durante la trasmissione di La7, Tagadà, ha evidenziato quanta esagerazione si sia aposta sulla questione.
Procedura Ue, Cottarelli ribalta il catastrofismo della sinistra
L’economista rileva un elemento fondamentale che ribalta totalmente il disastro che la sinistra rinfaccia al governo: “Il risultato del 2025 non è affatto male: l’obiettivo originario, concordato con la Commissione, era di un deficit del 3,4%. Abbiamo quindi fatto meglio del previsto, ma non abbastanza per uscire dalla Procedura in anticipo”.
“Il deficit al 3,1% non comporta automaticamente una nuova stretta sui conti”
Sulle conseguenze di non essere usciti dalla procedura con anticipo l’economista, ex senatore eletto come indipendente nelle fila del Pd, da cui è uscito nella primavera 2023, confuta una serie di luoghi comuni che in questi giorni di accanita contrapposizione l’opposizione ha inanellato. Primo: “Non è vero, come molti hanno sostenuto, che non potremo usare la sopracitata flessibilità. Non è vero come altri hanno detto che dovremo anzi accelerare la riduzione del deficit. Potremo usare la flessibilità, compresi i finanziamenti agevolati concessi dall’Unione”.
Cottarelli: “L’Italia ha fatto meglio del previsto”
Cottarelli fornisce un’analisi dei nostri conti pubblici che smentisce le drammatizzazioni. “Il nostro sentiero di rientro dal deficit continuerà a essere quello concordato nel 2024 (a parte la spesa per la flessibilità). L’unica conseguenza è che se, usando la flessibilità per energia e difesa, resteremo sopra il 3% rimarremo in procedura: cosa che, come spiegato, non sarebbe successo se fossimo usciti ora. Ma, attenzione, le conseguenze negative abitualmente associate a essere in Procedura sono del tutto sospese se l’eccesso sarà dovuto alle spese per difesa ed energia. Per esempio, non inizierà il (pur lunghissimo) iter che, in teoria, potrebbe portare a sanzioni. Insomma, si resta in una Procedura «congelata», senza effetti pratici in termini di misure correttive”.
Cottarelli: Possibile un’uscita già nella primavera 2027
Un’analisi equilibrata incentrata sui dati e sulla corretta interpretazione dei dati economici . Quanto a quel «bollino rosso» della procedura che permane sull’Italia, anche in questo Caso Cottarelli sdrammatizza e osserva che altri otto Paesi si trovano nella stessa situazione, compresa la Francia. E rileva che i mercati non hanno mostrato una reazione significativa alla notizia. Inoltre, ritiene possibile un’uscita già “nella primavera 2027” qualora il deficit 2026 risultasse inferiore al 3%.