Altro che vernici rimovibili
Le macchie sul Palazzo Vecchio di Firenze non vanno via: i danni di Ultima generazione a distanza di tre anni
Eppure i pasdaran dell'ambientalismo dicono di essere molto attenti alla tutela dei paesaggi, dell'ecosistema e dei nostri patrimoni. Tipico esempio di chi predica bene e razzola male: lo dimostrano i danni causati alla struttura medievale fiorentina
Politica - di Gabriele Caramelli - 26 Settembre 2026 alle 14:36
I pasdaran dell’ambientalismo, negli ultimi anni, ne hanno combinate di cotte e di crude. Per il momento, l’imbrattimento peggiore è stato quello eseguito dai militanti di Ultima generazione al Palazzo Vecchio di Firenze. Altro che vernici rimovibili con facilità: a distanza di tre anni, le mura dello stabile sono rimaste macchiate di colore arancione e adesso c’è bisogno di un nuovo intervento di manutenzione per provare a scrostarle. E menomale che loro sono quelli che vorrebbero tutelare i paesaggi, l’ecosistema e i beni del nostro Paese. Con la scusa dell’estinzione alle porte massacrano il patrimonio culturale.
I tecnici sono intervenuti nuovamente per cercare di rimuovere le macchie e l’ex sindaco di Firenze, ora europarlamentare del Pd, Dario Nardella ha scritto un post su Instagram ringraziando «il comune di Firenze, i tecnici e restauratori, che hanno avviato i lavori di restauro della facciata di Palazzo Vecchio per eliminare i residui di vernice lanciata tre anni fa sulla facciata e penetrata nel tempo nella porosità della pietra del 1300». Poi ha aggiunto: «Quell’atto dimostrativo che riuscimmo a sventare in parte, intervenendo tempestivamente con gli idranti, ha provocato un danno di decine di migliaia di euro che mi auguro saranno risarciti dai responsabili». Eppure, sarebbe bastato evitare di chiudere gli occhi davanti alle teorie cospirazioniste di certi ambienti integralisti sul versante ambientale per evitare tutto ciò. La sua corsa per fermarli, che negli anni è diventata un meme sui social, non è bastata per evitare il gran danno.
I danni di Ultima generazione: la vernice al Palazzo Vecchio di Firenze è rimasta incrostata
Nel post sui social, Nardella aggiusta il tiro e continua a sostenere le cause dell’ “ambientalismo moderato”, quasi da padre nobile: «La sacrosanta battaglia contro il cambiamento climatico non può mai degenerare in un danno al patrimonio pubblico tanto più quando questo è un simbolo di cultura». Se la lotta contro l’effetto serra, il buco nell’ozono e il caro carburanti si combattono andando a cavallo dai benzinai come fa lui, allora siamo arrivati alla frutta.
L’imbrattamento dei pasdaran ambientalisti ha creato danni incredibili
Per Nardella la lotta contro il fantomatico “cambiamento climatico” è diventata un boomerang, ma lui contiene a sostenere l’ideologia Green anche in Ue. D’accordo, ma nulla potrà cancellare quanto accaduto il 17 marzo 2023, quando persino i turisti in piazza si misero a fischiare contro gli attivisti. Non è stata una figura barbina soltanto per chi ha commesso il fatto, ma anche per gli italiani e per le istituzioni, che avrebbero il compito di vigilare, scongiurare e agire tempestivamente per evitare il peggio. Ormai il danno è fatto. Non è colpa di Nardella, certamente, ma almeno ammettere che ci siano delle frange esaltate sarebbe un gesto di trasparenza lodevole.