Pagella Politica
La super “bufala” di Fratoianni: “Con Meloni perso un mese di stipendio”. I numeri dicono il contrario
La bufala di Nicola Fratoianni è datata 26 settembre. “Ogni anno di Meloni al governo hai perso una mensilità di stipendio”. Tre giorni dopo il sito di fact checking, Pagella Politica, lo asfalta con la forza dei numeri. E senza particolari faziosità, visto la sua vocazione alla verifica delle fonti e delle notizie. “Abbiamo verificato: quello che sostiene Fratoianni non è vero”, è la sintesi della “verifica dei fatti”.
I dati Istat che smentiscono le teorie della sinistra
Il post di Fratoianni sullo stipendio mensile perso in un anno cita i dati di Repubblica”, ma non per questo risponde alla realtà. “Innanzitutto, una mensilità di stipendio su dodici corrisponde all’8,3 per cento del reddito annuo. In pratica, se l’affermazione di Fratoianni fosse corretta, le retribuzioni reali – cioè la variazione della retribuzione al netto dell’inflazione – dovrebbe essere diminuite all’incirca dell’8 per cento in ciascun anno dal 2023 in poi. Il governo Meloni si è infatti insediato il 22 ottobre 2022”. Da qui si passa ai dati Istat. Secondo l’istituto di statistica, nel 2023 – primo anno in cui era in carica il governo Meloni – le retribuzioni contrattuali sono aumentate del 2,9 per cento rispetto al 2022, mentre l’IPCA era aumentato del 5,9 per cento. In pratica, nel 2023 la perdita reale delle retribuzioni rispetto al 2022 era stata del 3 per cento, dunque meno dell’8 per cento corrispondente a una mensilità. “Nel 2024 la tendenza si è invertita. Sempre secondo ISTAT, due anni fa le retribuzioni contrattuali sono aumentate del 3,1 per cento, mentre l’inflazione era aumenta di circa 1,1 per cento. All’epoca, lo stesso istituto di statistica aveva affermato che nel 2024 «le retribuzioni contrattuali, dopo due anni di marcato arretramento in termini reali, fanno registrare un primo sensibile miglioramento». Anche l’anno scorso le retribuzioni contrattuali sono salite del 3,1 per cento, contro un’inflazione dell’1,7 per cento. Dunque, nel 2025, per il secondo anno consecutivo ISTAT ha registrato un recupero in termini reali delle retribuzioni”. In pratica secondo i dati più aggiornati di ISTAT, da quando è in carica il governo Meloni le retribuzioni italiane sono calate in termini reali solo nel 2023, mentre nel 2024 e nel 2025 sono stati registrati dei lievi aumenti. Fratoianni farebbe bene a leggere l’Istat, più che Repubblica o TikTok.