Meglio delle attese
Fitch alza il Pil dell’Italia all’1%: un altro successo per il governo Meloni
Un altro risultato positivo per il governo Meloni sul fronte dell’economia. Fitch alza dallo 0,6% all’1% la stima sulla crescita del Pil italiano nel 2026: quattro decimali in più rispetto alle precedenti previsioni. Un segnale che arriva dopo la serie di promozioni sul rating sovrano incassate dall’Italia dalle principali agenzie internazionali.
La revisione è contenuta nel nuovo Global Economic Outlook di Fitch, che migliora anche le prospettive dell’economia mondiale. La crescita globale per il 2026 passa dal 2,4% al 2,6%, mentre restano ferme le stime per il 2027 e il 2028, rispettivamente al 2,5% e al 2,6%.
Fitch premia la tenuta dell’economia italiana
Secondo Fitch, l’economia mondiale si sta dimostrando più resistente del previsto allo shock dei prezzi dell’energia provocato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran.
A fare meglio delle precedenti attese è anche l’Italia. La nuova previsione dell’1% rappresenta un rialzo di 0,4 punti e conferma una capacità di tenuta superiore a quella indicata fino a pochi mesi fa.
Fitch sottolinea in particolare la solidità degli investimenti in Italia e Spagna, sostenuti anche dai progetti finanziati dall’Unione europea. Un elemento che distingue i due Paesi dalla Francia, dove gli investimenti hanno invece risentito dell’incertezza politica.
Tra le principali economie europee, la Germania sale all’1,1% e la Spagna al 2,5%. La Francia va nella direzione opposta: Fitch taglia di 0,3 punti la previsione per il 2026, fermandola allo 0,5%.
Non solo Fitch: da Moody’s a S&P tutte le promozioni dell’Italia
Il rialzo sulla crescita arriva dopo una serie di giudizi favorevoli sul debito italiano. Nel 2025 S&P e Fitch hanno promosso l’Italia da BBB a BBB+, Moody’s da Baa3 a Baa2 — primo upgrade in 23 anni — e DBRS da BBB (high) ad A (low). Nel 2026 S&P ha poi confermato il BBB+ alzando l’outlook da stabile a positivo. Il governo Meloni ha rivendicato questi giudizi come un riconoscimento della prudenza sui conti pubblici, mentre le agenzie continuano a indicare nell’alto debito e nella debole crescita potenziale le principali vulnerabilità italiane.
L’economia mondiale resiste allo shock energetico
Il miglioramento non riguarda soltanto l’Italia. Fitch porta la crescita degli Stati Uniti al 2,1% sia nel 2026 sia nel 2027, sostenuta dai consumi e dal boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
La Cina viene invece leggermente rivista al ribasso, al 4,5% nel 2026 e al 4,4% nel 2027.
Restano anche i rischi: una possibile correzione dei mercati azionari, un rallentamento degli investimenti nell’intelligenza artificiale e pressioni inflazionistiche più persistenti negli Stati Uniti. Per l’Europa pesa inoltre la crescente competitività delle esportazioni cinesi.
Per l’Italia il dato della giornata resta il rialzo delle previsioni: Fitch vede ora il Pil 2026 all’1%, contro lo 0,6% stimato in precedenza. Un altro segnale favorevole per il governo Meloni dopo la stagione degli upgrade sul rating.