A un passo dall'espulsione
Fingeva di lavorare ma collezionava reati: smascherato 23enne marocchino richiedente protezione internazionale. Per lui si spalancano le porte del Cpr
Spaccio, risse e contratti fittizi per evitare il rimpatrio: l'immigrato trasferito da Lucca al centro di Roma. La stretta del governo: "Chi non rispetta le leggi non è il benvenuto"
La cronaca quotidiana denuncia gli illeciti e conferma: non c’è spazio in Italia per chi scambia l’accoglienza per una licenza d’infrangere la legge. E allora, due vicende distinte ma emblematiche, emerse nelle ultime ore tra Lucca e la Lombardia, confermano il cambio di passo impresso dall’azione di governo e dalle forze dell’ordine. Ossia: applicazione rigorosa delle norme. Presidio del territorio. Ed espulsione immediata per chi rappresenta un pericolo concreto per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Lucca, cittadino marocchino accompagnato al Cpr di Roma: ecco perché
A Lucca, la Polizia di Stato ha bloccato ed eseguito il trasferimento al Centro per i rimpatri (Cpr) di Roma-Ponte Galeria nei confronti di un cittadino marocchino di 23 anni. Il profilo tracciato dalla Questura toscana è il ritratto tipo di quella marginalità criminale che per troppi anni ha bivaccato e insistito a delinquere nelle nostre stazioni e nei nostri centri urbani. L’uomo, noto alle forze dell’ordine anche attraverso una serie di alias, collezionava già condanne per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Spaccio di stupefacenti. E reati contro il patrimonio.
Non solo. A suo carico figuravano anche denunce per lesioni personali. Rissa. Due Daspo urbani disattesi. E precedenti provvedimenti di espulsione ai quali si era sistematicamente sottratto.
La Questura inquadra la misura nell’attività di contrasto all’immigrazione irregolare e nei servizi di controllo del territorio
Nonostante tutto, per cercare di blindare la propria permanenza sul suolo nazionale, il ventitreenne aveva persino presentato una richiesta di protezione internazionale. Spacciandosi per un modello di integrazione sociale dotato di un lavoro stabile e di una casa. Una versione rassicurante smentita categoricamente dagli accertamenti minuziosi dell’Ufficio Immigrazione e della Squadra Volanti della Questura di Lucca. Pertanto, verificata la manifesta pericolosità sociale e la falsità delle dichiarazioni fornite, per l’extracomunitario si sono spalancate le porte della struttura di Ponte Galeria, in attesa del definitivo allontanamento dall’Italia.
L’operazione s’inserisce in un bilancio di controlli serrati che a Lucca ha già portato all’espulsione di 64 stranieri irregolari, bonificando aree critiche come lo scalo ferroviario cittadino.
Non solo il marocchino di Lucca, perché in Lombardia i maranza…
Sulla stessa linea di fermezza si colloca inoltre la reazione delle istituzioni di fronte alle bravate criminali dei “maranza”, che nei giorni scorsi hanno paralizzato la viabilità sulla Milano-Meda per girare un video musicale. Il fermo del trapper di origine russa “Bratan”, coinvolto nel blocco stradale insieme ad altri soggetti, ha riacceso i riflettori sull’urgenza di sanzioni esemplari.