L'allarme
El Mundo: “La Russia prepara attacchi con droni in Italia, Spagna e Francia”. Crosetto: “Nessuna conferma, non serve benzina sul fuoco”
Il quotidiano spagnolo fa riferimento a informazioni raccolte dalla Cia e cita funzionari lituani per i dettagli della presunta operazione. Fonti italiani: "Al momento non sono giunti alert" agli apparati di sicurezza e intelligence
“Non serve a nessuno e non trova alcuna conferma l’allarme lanciato questa mattina da un quotidiano spagnolo che ipotizza possibili attacchi ad Italia, Spagna e Francia da parte di navi e droni russi. Già viviamo in tempi difficili e ‘nervosi’ e non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco”. A scriverlo su X è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, a proposito dell’indiscrezione di El Mundo secondo cui la Russia si starebbe “preparando a nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta prenderà di mira i Paesi del Mediterraneo” come Spagna, Francia o Italia.
“Al momento nessun alert” agli apparati di sicurezza e intelligence
Il quotidiano spagnolo fa riferimento a informazioni che sarebbero state raccolte dalla Cia e sarebbero state condivise con diversi governi europei. In particolare, si parlerebbe di lanci di piccoli droni dal mare che potrebbero causare danni relativamente contenuti, provocando comunque un effetto “di natura politica ed economica, oltre che materiale”. Oltre a Crosetto, però, anche “fonti qualificate” interpellate dall’agenzia di stampa Adnkronos hanno confermato che “al momento non è giunto alcun alert in tal senso” agli apparati di sicurezza e di intelligence e hanno avvertito sul fatto che, quindi, si tratta di un allarme “tutto da verificare”.
Anche Guerini (Copasir) invita alla calma
Subito dopo la divulgazione della notizia, il Pd e Calenda hanno chiesto un chiarimento del governo in Parlamento. Ma un invito alla cautela nel maneggiare le notizie diffuse da El Mundo è arrivato anche dal presidente del Copasir, il dem Lorenzo Guerini, ospite in mattinata della trasmissione Start in onda su SkyTg24. “La notizia di questa mattina è una notizia giornalistica, quindi va verificata. Servono tutti gli approfondimenti del caso. E dobbiamo attendere cosa dirà il governo rispetto a una notizia che può inquietare l’opinione pubblica”. “Invito alla calma e alla prudenza. Siamo in un contesto molto complesso e molto carico di tensioni – ha aggiunto Guerini – sicuramente da parte della Russia, da parte di Putin c’è un’azione che al di là di quella militare in Ucraina che sta causando sofferenze e morte senza aggiungere alcun risultato, c’è anche la posizione della Russia nei confronti dei paesi confinanti”.
“La pressione su Polonia e repubbliche baltiche – ha proseguito il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – è sicuramente una pressione che si sente in modo significativo, ma c’è una pressione anche sull’opinione pubblica con un’attività di disinformazione, nonché un testare la capacità di reazione della Nato: si cerca di destabilizzare le società europee e, dobbiamo mantenere alta la guardia, mantenere alta l’attenzione e nel contempo governare anche possibili esasperazioni”.
Il presunto piano della Russia per colpire Spagna, Francia e Italia
Secondo quanto riportato da El Mundo, una fonte vicina al ministero della Difesa lituano, ha rivelato, a condizione di anonimato, che i russi si preparerebbero a utilizzare “droni lanciati dal mare, nascosti in un container”. “La giustificazione di una simile escalation – scrive El Mundo – è sul tavolo da tempo. Mosca ha ripetutamente insistito sul fatto che fornire armi, informazioni e consiglieri militari all’Ucraina rende i Paesi occidentali partecipanti alla guerra e obiettivi legittimi. Finora, ha agito al di sotto di quella che gli esperti definiscono la ‘soglia di guerra’, evitando così azioni che potrebbero provocare una risposta coordinata della Nato. Tuttavia – sottolinea ancora il quotidiano – ha lanciato una crescente campagna di sabotaggio contro obiettivi in Paesi che sostengono l’Ucraina, oltre a episodi isolati apparentemente progettati per testare i limiti e valutare la reazione”.
Una prima escalation, si legge ancora, si è verificata quando 19 droni, senza munizioni, hanno sconfinato nello spazio aereo polacco un anno fa. Il punto di svolta principale è stato il recente incidente che ha coinvolto droni armati all’aeroporto di Lipsia, che le autorità tedesche attribuiscono all’intelligence russa. Le autorità lituane, continua El Mundo, “ora conoscono persino il tipo di drone che i russi potrebbero usare contro Spagna, Francia o Italia. Si tratterebbe di un Gerbera: lungo circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 chilogrammi, in grado di raggiungere velocità intorno ai 160 chilometri orari e con un’autonomia dichiarata di 600 chilometri, a seconda del carico esplosivo trasportato e di altre variabili come il vento”.
Le dimensioni contenute consentirebbero il trasporto di diversi di questi droni su una nave mercantile e da una distanza di 200 o 300 chilometri dalla costa, viene spiegato ancora, il volo durerebbe all’incirca da un’ora e quindici minuti a due ore, a seconda della velocità effettiva. Il piccolo carico del velivolo, viene chiarito, non sarebbe sufficiente a distruggere una grande struttura, ma potrebbe causare un incendio, danneggiare attrezzature esposte o chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto e “l’effetto previsto potrebbe essere di natura politica ed economica, oltre che materiale”.
Il rischio di interferenze durante la campagna elettorale
Per El Mundo, “la Lituania, come altri Paesi, era a conoscenza di queste informazioni poco dopo il misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto”. Secondo fonti europee competenti in materia di sicurezza, citate dal quotidiano, eventuali attacchi avrebbero lo scopo di minare il sostegno all’Ucraina, creare divisioni all’interno della Nato e diffondere l’ansia tra la popolazione senza innescare uno scontro militare su vasta scala. Il giornale, inoltre, le inquadra nel contesto delle campagne elettorali che nel 2027 interesseranno Spagna, Francia e Italia, indicandole come possibile elemento di interferenza.