Altro che misura spot
Effetto Eni, code ai distributori: le famiglie apprezzano la strategia del governo Meloni. E il cane a sei zampe vola in Borsa
L’annuncio dei prezzi calmierati di benzina e diesel da parte di Eni non fa bene solo alle famiglie ma continua a fare bene anche a chi questa misura ha promosso. Il titolo Eni titolo Eni continua a salire dall’apertura della Borsa. A Piazza Affari si registra attualmente – ore 14, 41 -un guadagno del 2,10%. Ma già in apertura il titolo era salito all’1, 45%. Nel primo giorno in cui è entrato in vigore il price cap l’effetto-sconti si riverbera positivamente non solo sugli automobilisti che hanno bisogno dell’auto per lavorare.
Il titolo Eni vola nel primo giorno di prezzi calmierati
Dopo che Eni ha fissato, da oggi 28 settembre e per almeno trenta giorni, un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio sulla rete Enilive, oggi si sono registrate file ai distributori di carburanti in tutta Italia. C’era attesa anche per il calmiere ai prezzi dei carburanti annunciato da Ip e che scattato gradualmente da oggi: il gruppo azero Socar ha seguito l’appello del governo italiano (si tratta del maggior gruppo della distribuzione di carbiranti retail, con circa 4.500 stazioni di rifornimento) e ha deciso di adeguarsi ai prezzi Eni: 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. Il taglio è partito nella tarda mattinata del 28 settembre sia sulla rete ordinaria che in autostrada.
Code ai distributori, successo della strategia Meloni
Altro c he misura spot. Questa mattina, allo scattare dello sconto, come riportato dall’Ansa, sono stati diversi gli automobilisti che hanno atteso per fare rifornimento, anche se non si sarebbero registrate particolari code ai distributori di benzina. Automobilisti in coda per tutta la mattinata. Grande afflusso a Firenze lungo via Senese nei distributori Eni, riportano le agenzia di notizie che monitorano i flussi. Il prezzo alla pompa è sensibilmente inferiore rispetto agli altri distributori. Le code non hanno avuto effetti sui tempi di attesa, che è stata tutto sommato breve e la fila al self scorre velocemente. “La fila c’è da stamani, adesso è in diminuzione – dice all’ora di pranzo uno dei benzinai in servizio alla stazione Eni -. Io ho iniziato il turno da poco, mi hanno detto i colleghi attorno alle 8-8:30 arrivava fino alla strada”. Nonostante la folla mattutina, aggiunge, “non ci sono rischi di esaurimento scorte”.
Le regioni in cui i carburanti costano meno
La mossa del cane a sei zampe sta funzionando assieme alla strategia messa in atto dal governo Meloni. Secondo le stime dell’Unione Nazionale Consumatori attualmente a vincere come regione per il miglior abbassamento dei prezzi, sia per la benzina che per il gasolio, è il Friuli Venezia Giulia (-2,6 cent al litro per il gasolio, -2,4 per la benzina), dove la reti Eni è molto vasta. Segue il Lazio: -1,5 cent per il gasolio, -1,3 per la benzina. Terzo classificato l’Abruzzo: rispettivamente -1,4 e -1,1. In queste 3 regioni la presenza di stazioni Eni è molto consistente, anche in Abruzzo in rapporto agli abitanti. A Milano c’è una stazione di servizio che batte tutti i record: è il distributore Ip di via Santa Rita da Cascia, in zona Barona a Milano – informa Libero- dove il prezzo al litro della benzina self è di 1,839. Si tratta, in questo momento, del più basso di tutta Milano.
Fumarola: Bene il governo
“Accogliamo con favore la scelta di Eni e di Ip di mettere un tetto al prezzo dei carburanti. È un atto di responsabilità verso famiglie e lavoratori e va nella direzione indicata dalla Cisl”. Lo dichiara la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. “Bene hanno fatto il governo e la presidente Meloni a sollecitare le compagnie”. Rendere stabile il tetto ai prezzi è il desiderio di tutti. “Serve una norma stabile che faccia scattare in automatico un tetto dinamico, uguale per tutti gli operatori, quando i prezzi alla pompa salgono oltre quanto giustificano le quotazioni internazionali. Il limite deve agire sui margini che si formano a monte, senza scaricarne il costo sui gestori, che lavorano con pochi centesimi al litro”, aggiunge la leader Cisl.