Allarme carcere
Doccia fredda per Ilaria Salis: a Budapest condannati i due amici antifa. E la Francia consegna alla Germania il “compagno Gino”
Non sono buone notizie quelle che arrivano a Ilaria Salis da Budapest. La Corte d’Appello ungherese ha condannato due attivisti amici della maestra antifa per le aggressioni contro esponenti di estrema destra riuniti nella capitale ungherese per il cosiddetto “Giorno dell’Onore”. Gli stessi capi di accusa che pendono su di lei,che è sfuggita al carcere grazie all’elezione a Strasburgo gentilmente concessa dalla coppia Fratoianni-Bonelli. Si tratta di Maja T. e Gabriele Marchesi, condannati rispettivamente a 7 e 6 anni di carcere. Entrambi imputati nello stesso procedimento che ha visto coinvolta Salis, che infatti si lascia andare a una reazione sopra le righe.
Ungheria, condannati gli amici antifa di Ilaria Salis
A Maja T, cittadina tedesca, attivista queer , la pena è stata ridotta di un anno perché, contrariamente a quanto stabilito in primo grado, la Corte ha escluso che abbia agito come membro di un’associazione criminale. Era stata arrestata a Berlino nel dicembre 2023 ed estradata dalla Germania all’Ungheria nel giugno 2024. Successivamente la Corte costituzionale federale tedesca ha stabilito che l’estradizione, nelle modalità con cui era stata eseguita, era illegittima. Condanna in contumacia per Gabriele Marchesi, che era stato arrestato in Italia nel novembre 2023 in esecuzione di un mandato d’arresto europeo e posto ai domiciliari. Il 28 marzo 2024, però, la Corte d’appello di Milano ha negato la consegna all’Ungheria per il rischio di trattamenti inumani e ha revocato i domiciliari.
Maja T e Gabriele Marchesi dovranno scontare 7 e 6 anni
I due giovani sono ritenuti colpevoli delle pesanti aggressioni contro presunti estremisti di destra avvenute nella capitale ungherese nel febbraio 2023. Nello stesso contesto era stata arrestata anche l’europarlamentare di Avs. Che oggi si sente accerchiata e risponde via social attaccando ad alzo zero la condanna di Maia e “Gabry” puntando l’indice contro il “forte condizionamento esercitato dal regime di Orban”. “Quelle di Budapest – dice con tono indignato – per Maja T. e Gabriele Marchesi restano pene assolutamente sproporzionate rispetto ai fatti contestati. Pronunciate al termine di un procedimento che ha presentato gravissime criticità sul piano delle garanzie processuali e della valutazione delle prove”. Per lei, invece, come è noto il processo a carico è momento è “congelato”, grazie alla sua immunità da europarlamentare. “Continua a pesare – prosegue l’attivista antifa – il forte condizionamento politico esercitato dal regime di Orbán, che ha segnato l’intera vicenda giudiziaria fin dall’inizio e nei suoi passaggi decisivi”. Conclusione: per Maja devono attivarsi le autorità tedesche e le istituzioni europee perché “possa essere trasferita in Germania”. “E Gabriele deve restare in Italia. Non deve essere consegnato all’Ungheria”.
La Francia consegna alle autorità tedesche il compagno Gino
Cattive notizie anche dalla Francia che ha deciso l’estradizione in Germania per l’antifascista italo-albanese Rexhino Abazaj, detto “Gino”. Anche lui, grande amico di Ilaria, rischia seriamente il carcere. La Corte di Cassazione francese ha respinto il ricorso del compagno Gino, anche lui imputato da Budapest nello stesso processo. L’attivista sarà ora consegnato alle autorità tedesche. Il 33enne era già finito in carcere nel novembre 2024 in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso dall’Ungheria.