Formazione e collaborazione
Crosetto: “Conclusa la nostra presenza militare in Iraq dopo 12 anni. Entriamo in una nuova fase, non è la fine di un rapporto”
“Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si conclude oggi la presenza delle nostre Forze armate in Iraq”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto riferendo di un impegno italiano durato complessivamente 12 anni. “L’Operazione Inherent Resolve (Oir) della Coalizione internazionale e la Nato Mission Iraq continueranno infatti a operare da altri Paesi”, si legge nel testo. “La Nato Mission Iraq, in particolare, rimarrà operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della Nato”.
Iraq, Crosetto: si conclude la nostra presenza lunga 12 anni
Il ministro ha chiarito i termini dell’operazione. “Come concordato con le autorità di Baghdad, le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della Nato presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre. Da domani, quindi, viene meno la nostra presenza militare in Iraq. Non per una decisione italiana – ha sottolineato Crosetto – ma perché entriamo in una fase diversa. Concordata con le autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachene. Si conclude così un impegno durato 12 anni, migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan irachene”.
Non è la fine del rapporto con un paese amico
“Il rientro delle nostre forze armate non significa però la fine del rapporto con un Paese importante e amico, né preclude future forme di collaborazione e cooperazione. Al contrario, vogliamo rafforzare questo legame. Cambia la forma del nostro rapporto. Meno presenza militare sul terreno e sempre più collaborazione, formazione, scambio di competenze e sviluppo delle capacità delle Forze armate irachene”. Il ministro ha aggiunto: “È una nuova fase, nella quale l’Iraq si assume direttamente una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza del proprio territorio e nella quale l’Italia intende continuare a fare la sua parte. Ringrazio gli uomini e le donne delle nostre Forze Armate che hanno servito in Iraq in questi dodici anni. Hanno fatto il loro dovere con professionalità, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. A tutti loro va la mia gratitudine”.
Restano lo scambio di competenze, programmi ed esperienze
Il rientro italiano era già in larga parte completato dal marzo 2026. Nelle ultime settimane sono rimasti in Iraq soltanto i team necessari al recupero e al trasferimento dei materiali. Come confermato nei recenti colloqui tra il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e il capo di Stato maggiore della Difesa irachena, generale Abdul Amir Yarallah, Italia e Iraq “intendono preservare e sviluppare il rapporto bilaterale, proseguendo lo scambio di competenze ed esperienze ei programmi di formazione e sviluppo delle capacità”, In Iraq restano due Carabinieri italiani impegnati nell’ambito della missione dell’Unione europea Euam Iraq, autorizzata dal governo iracheno.