Sorrisi e imbarazzo
Anche Macron dà la sveglia all’amico Sanchez: “Servono soluzioni ferme per proteggere le frontiere europee”
Stretta di mano, sorrisi, solida amizia. Ma anche una netta presa di distanza dall’ottimismo senza frontiere di Pedro Sanchez sulla gestione migratoria. Durante la sua visita di Stato in Spagna (la prima dopo quella di Sarkozy nel 2009) Emmanuel Macron, dopo aver espresso la solidarietà della Francia per la crisi migratoria a Ceuta, mette in guardia dall’abbassare la guardia sulla difesa dei confini comuni. Dopo gli ingressi di 80mila persone a fine luglio di cui almeno 10mila ancora nell’exclave, l’inquilino dell’Eliseo ha evidenziato la necessità di rafforzare la protezione delle frontiere europee. La Francia non ha sottoscritto la lettera dei 22 leader europei che metteva in discussione la politica migratoria spagnola ma in queste ore sembra virare per una gestione più rigorosa. In nome dei confini europei.
Macron striglia Sanchez: regole ferme per difendere le frontiere europee
“Condividiamo lo stesso impegno per trovare un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, che presiede all’applicazione del Patto su asilo e immigrazione”, ha detto Macron al fianco del presidente spagnolo nella conferenza stampa congiunta alla Moncloa. Un equilibrio che, secondo il presidente francese, “è la sola cosa efficace” che possa fare l’Europa. Poi la sveglia la premier socialista, paladino dell’accoglienza senza se e senza ma che lo ha portato al corto circuito di Ceuta e al crollo di popolarità. “Occorre quindi continuare a sviluppare soluzioni ferme per proteggere le nostre frontiere comuni e garantirne l’efficacia” , ha sottolineato Macron che ha invitato al rispetto del diritto dell’Unione europea e i nostri valori”. Molto fermo anche sul fronte dei rimpatri. Macron ha chiesto di utilizzare “tutti gli strumenti di cui disponiamo con i Paesi di transito o di origine, essendo fermi, ma anche solidali come europei, e fedeli alla storia che condividiamo e ai nostri valori”. Vale la pena di ricordare che il Parlamento europeo ha condannato la politica di regolarizzazione su vasta scala portata avanti dal governo spagnolo, giudicandola un “fattore di attrazione” per i migranti e un “segnale negativo” per le reti di trafficanti e chiedendo una maggiore protezione delle frontiere esterne dell’Ue.
La bocciatura in Senato del trattato di amicizia Spagna-Francia
Sullo sfondo del bilaterale il no del Senato spagnolo al Trattato di Amicizia con Parigi. Sanchez, imbarazzato, si è scusato con il presidente francese per la bocciatura del documento da parte del Partito Popolare (Pp) e di Vox. “Il Parlamento spagnolo, prima della fine di questa sessione legislativa, approverà un trattato di amicizia tra Francia e Spagna che indubbiamente riflette i sentimenti di fratellanza e amicizia che noi spagnoli nutriamo per il nostro Paese vicino”, ha detto il premier spagnolo. Da parte sua un Macron impassibile ha replicato che si è trattato di ”un’occasione persa”. Deploro il voto di ieri al Senato spagnolo – ha detto il presidente francese – ma è il voto della democrazia e lo rispetto. È più un contrattempo che un dramma.