Fatto a pezzi
Allarme monkey dust: che cos’è la “polvere di scimmia”, la droga che compare nel festino horror di Torino
Un appartamento di via Gulli, a Torino. Giorni trascorsi fra alcol e stupefacenti, poi la morte di un uomo e il cadavere fatto a pezzi. Nell’inchiesta sull’uccisione di Fabio Colapietro, 39 anni, accanto alle responsabilità dei tre indagati compare anche il nome di una droga poco conosciuta in Italia: MDPHP, un catinone sintetico della famiglia delle pirrolidinofenoni, sostanze spesso associate alla cosiddetta Monkey Dust, la “polvere di scimmia”.
Secondo quanto riferito dal legale di Christian Matheus De Oliveira Morando, il ventiseienne accusato dell’omicidio, nell’appartamento sarebbe stato consumato per ore un cocktail di crack, funghi allucinogeni, Lsd, cannabis, MDPHP e superalcolici. Lo stesso giovane ha raccontato di essere rimasto nella casa per giorni facendo uso di droghe.
Il ruolo delle sostanze nella tragedia resta però da accertare. La procura deve fare i conti anche con le condizioni dei resti di Colapietro, che potrebbero rendere difficile l’autopsia. Non è escluso che siano gli esami della polizia scientifica a fornire ulteriori elementi.
Cos’è la Monkey Dust
Il nome “polvere di scimmia” non identifica sempre una sola molecola. È stato associato soprattutto all’MDPV, 3,4-metilenediossipirovalerone, mentre nel caso di Torino le cronache indicano l’MDPHP, composto chimicamente affine. Entrambi appartengono alla famiglia dei catinoni sintetici, stimolanti collegati al catinone presente nel khat.
L’MDPV non nasce nei laboratori clandestini. La molecola compare già in brevetti farmaceutici della Boehringer alla fine degli anni Sessanta. Decenni dopo è riemersa nel mercato delle nuove sostanze psicoattive, diventando uno dei principi attivi dei cosiddetti “bath salts”, prodotti venduti anche su Internet come “sali da bagno” o con la dicitura “non destinato al consumo umano”.
Da allora il mercato si è moltiplicato. Secondo l’European Drug Report 2026 dell’EUDA, il sistema europeo di allerta precoce ha identificato complessivamente 181 catinoni sintetici, quattro dei quali comparsi per la prima volta nell’Unione europea nel 2025. Nel 2024 le quantità di catinoni sequestrate o intercettate nelle importazioni sono state quasi tre volte quelle di anfetamina e metamfetamina messe insieme.
Quali effetti provoca la polvere di scimmia
L’MDPV agisce soprattutto ostacolando il riassorbimento di dopamina e noradrenalina, provocando una forte stimolazione del sistema nervoso centrale.
Sull’MDPHP gli studi sono più limitati. Una ricerca condotta dall’Università di Firenze e dal Centro antiveleni di Careggi lo associa ad allucinazioni, paranoia, tachicardia, ipertensione, dolore toracico e rabdomiolisi, una grave lesione del tessuto muscolare.
Da questi effetti nasce la fama della Monkey Dust come “droga zombie”. Le cronache britanniche hanno raccontato casi di persone in preda ad agitazione estrema, paranoia e comportamenti difficili da controllare. Non esiste, invece, alcuna “forza sovrumana” prodotta dalla sostanza: l’impressione può derivare dallo stato di grave alterazione psicofisica durante alcune intossicazioni.
Molecole potenti, economiche e continuamente modificate, che possono essere vendute con nomi diversi o spacciate per droghe più conosciute. Droghe devastanti e, come si è visto anche a Torino, dagli effetti imprevedibili.