Le "green" follie
Rivolta contro la Von der Leyen: spenta l’aria condizionata negli uffici Ue. Ma non a lei…
Troppi consumi, sistema in tilt per il caldo torrido, uffici costretti a rinunciare all’aria condizionata per evitare black out, più che bollette salate. Una soluzione drastica, a Bruxelles, anche comprensibile, se non fosse che nel palazzo che ospita i commissari della Ue le uniche stanze al fresco sono quelle dei “potenti”. Al punto che negli uffici è scattata la rivolta, al grido di “E’ tornato il feudalesimo!”. Come riporta “Politico“, il sistema di climatizzazione del palazzo Berlaymont, quartier generale della Commissione Ue, è andato parzialmente in tilt a causa dei consumi energetici record. “La soluzione d’emergenza è stata quella di spegnere l’aria condizionata, ma solo per metà edificio: dal piano terra al settimo piano. Una misura che ha risparmiato i piani alti, dall’ottavo al tredicesimo, dove si trovano gli uffici dei 27 commissari europei e della presidente dell’esecutivo, Ursula von der Leyen”.
La rivolta dei condizionatori contro la von der Leyen
Secondo quanto rivelato da Politico, la Commissione aveva emanato una serie di linee guida interne per invitare lo staff a proteggersi dall’afa, suggerendo di evitare le ore più calde, bere molta acqua e anticipare l’orario di lavoro per sfuggire ai picchi termici. Poi il patatrac e la rivolta. I condizionatori venivano spenti ma ai piani alti von der Leyen e i commissari Ue lavoravano freschi ai piani alti.
“L’ondata di calore ha riacceso il dibattito sulla carenza di sistemi di aria condizionata nelle abitazioni e negli uffici in gran parte dell’Europa. Solo circa un quinto delle famiglie del continente dispone di un impianto di climatizzazione. In Belgio, inoltre, un treno su cinque è privo di aria condizionata, costringendo la compagnia ferroviaria nazionale a cancellare numerosi collegamenti nelle ore di punta”, scrive Politico.