Volano stracci e esposti
Caos Garlasco, esplode il caso in Rai. Liti e querele incrociate con Milo Infante e Sottile: spuntano i dossier contro la Bruzzone
Il caso di Garlasco esce dalle aule di tribunale e si trasforma in una faida televisiva senza esclusione di colpi, fino al punto di arrivare a bussare e a disturbare i piani alti della Rai. Quello che era iniziato a novembre come un aspro battibecco in diretta a Ore 14 tra il conduttore (e vicedirettore degli Approfondimenti) Milo Infante e la criminologa Roberta Bruzzone, è ormai degenerato in una vera e propria guerra di dossier e querele che ha finito per coinvolgere dai canali Mediaset a Viale Mazzini, vertici e volti di punta del servizio pubblico e privato.
«Posso solo dire che non è una questione personale: non c’è nessuna contrapposizione tra me e la Bruzzone, perché la vicenda non riguarda solo me. Ci sono più programmi Rai che sono stati attaccati sistematicamente dai suoi post o da persone vicine a lei, e quindi, dopo mesi, ho ritenuto di dover presentare una copiosa documentazione all’attenzione dell’azienda, che farà le sue valutazioni», ha spiegato all’Adnkronos Milo Infante, che taglia corto e chiarisce così i motivi che lo hanno spinto a rivolgersi al Comitato Etico della Rai presentando un dossier sulla criminologa Roberta Bruzzone che, fino a novembre scorso, era una delle ospiti più assidue del programma del conduttore, Ore 14.
Infante, che è anche vicedirettore degli “Approfondimenti”, si è rivolto all’organismo della tv pubblica chiamato a valutare eventuali violazioni dei principi contenuti nel codice etico aziendale, dopo una serie di post sui social della criminologa, al fine di chiedere un audit interna che ne possa valutare i comportamenti.
Il caso Garlasco infiamma Rai e Mediaset
Al centro dello scontro ci sarebbe la gestione e la presunta spettacolarizzazione della cronaca nera. Dopo l’addio della Bruzzone al programma di Rai 2 – motivato da visioni editoriali inconciliabili sul giallo di Garlasco – la tensione si è spostata sui social ed è deflagrata su Rete 4, dove la criminologa è ormai di casa nello studio di Quarto Grado, ospite di Gianluigi Nuzzi. Infante ha formalizzato un esposto al Comitato Etico della Rai, depositando sei mesi di post e interventi web della ex ospite fissa di Ore 14, accusata di «attacchi sistematici» all’onorabilità dei programmi e dell’azienda.
Il dossier presentato raccoglierebbe dunque sei mesi di attività social della criminologa che, secondo quanto apprende Open, includerebbe attacchi sistematici contro Infante. Le trasmissioni della Rai. E contro l’onorabilità dell’azienda stessa. Un atteggiamento che, qualora riscontrato e confermato, violerebbe le regole aziendali a cui, chi collabora con il servizio pubblico, è tenuto ad attenersi. Una frattura, dunque, che sembrerebbe al momento insanabile.
La faida da Pavia a Viale Mazzini
Di più. Una frattura che, allo stato dei fatti, non sarebbe neppure isolata. E che non si limiterebbe ad alcuni canali e ai social. Ai piani alti di Viale Mazzini sarebbero giunte infatti anche le formali rimostranze di Salvo Sottile (conduttore di Far West) e le proteste di Massimo Giletti (alla guida de Lo stato delle cose), a seguito di duro attriti che, nel corso delle settimane e fino alla messa in onda delle puntate finali dei programmi, tra conduttori, autori e finanche troupe, con l’esperta.
Vicende che, come i telespettatori appassionati del caso e delle sue evoluzioni mediatiche sanno, hanno toccato l’apice con botta e risposta e arringhe difensive al contrattacco da parte degli stessi conduttori Rai che, più o meno velatamente, ma sempre in punta di diplomazia, hanno registrato nei giorni scorsi ferme repliche in diretta.
Caso Garlasco-Bruzzone: spuntano i dossier di Sottile e Giletti
Dopo la presentazione di un esposto alla Procura di Milano, contenente registrazioni audio di colloqui redazionali e tra colleghi da parte di una collaboratrice di Far west, per esempio, Salvo Sottile si è visto costretto a difendere in diretta la deontologia del proprio team dagli attacchi morali della criminologa e dalla stessa ex giornalista che lavorava nel suo programma.
Scintille in corso che infiammano i palinsesti
Dal canto suo, la Bruzzone non è rimasta a guardare (e incassare). Respinge ogni addebito, e rilancia dichiarando di non temere il Comitato Etico e di possedere a sua volta un faldone corposo contro Infante e Sottile, ipotizzando condotte professionali distanti dallo spirito del servizio pubblico. «Io non ho ricevuto nessuna convocazione da parte del Comitato. Ho moltissimo materiale nei confronti sia di Infante che di Sottile, verso il quale peraltro ho già proceduto a presentare denuncia-querela per diffamazione aggravata. Quindi, nel momento in cui dovessi ricevere una convocazione, non sarò io a dovermi preoccupare», spiega all’Adnkronos Roberta Bruzzone, raggiunta telefonicamente.
E prosegue. «La questione è di natura personale tra me e questi soggetti. Io non ho mai attaccato la Rai. Mai messo in atto condotte che hanno messo in discussione il mio rapporto con la Rai – scandisce la criminologa –. Ho studiato in questi giorni molto attentamente il Codice Etico, e non ritengo di aver violato alcun profilo legato al Codice. Ritengo invece che ci siano profili che il Comitato Etico debba conoscere in relazione alle condotte che hanno posto in essere loro». Concludendo: «Vista la situazione, spero vivamente che il Codice Etico decida di approfondire. Ma a questo punto, se anche non dovesse farlo, io il materiale lo manderò ugualmente – incalza la criminologa –. Perché credo che avere una visione più ampia, precisa e dettagliata, sia utile a tutti».
Non solo Garlasco: la docu-serie della Bruzzone in bilico?
Nel frattempo, il destino della docu-serie della criminologa, Nella mente di Narciso, resta al vaglio dei direttori di genere per valutare eventuali violazioni del codice aziendale. Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato dal Domani, si sarebbe tenuta una riunione tra il vice direttore degli Approfondimenti Giuseppe Malara e la produzione de La Casa Rossa in merito alla docuserie Nella mente di Narciso, che indaga i profili narcisistici di alcuni dei casi di cronaca nera più noti e alla cui conduzione c’è proprio la Bruzzone. Programma che adesso è dunque al vaglio dell’azienda e su cui, al momento, è doveroso dire che non risulta alcuna decisione definitiva o provvedimento ufficiale da parte della Rai.
Insomma, la vicenda si profila come uno dei più complessi cortocircuiti mediatici più scoppiettanti, sospeso tra la vigilanza etica dell’azienda e le querele della magistratura ordinaria, con in mezzo una verità investigativa e giudiziaria sul caso Garlasco che resta appesa a ulteriori procedimenti e verdetti (mediatici)…