Accoglienza rossa
Alla Sapienza i Collettivi “democratici” a volto coperto danno fuoco all’immagine di Salvini. La Russa e Fontana: inaccettabile
Non si smentiscono, anzi alzano il tiro. I “bravi ragazzi” del collettivo Cambiare rotta, cresciuti a pane e antifascismo militante, davanti alla Sapienza di Roma hanno dato fuoco con un fumogeno a un manifesto con la foto di Matteo Salvini. La provocazione degli attivisti a volto coperto è stata ripresa in un video postato sui social. Con grande orgoglio danno alle fiamme l’immagine del vicepremier per annunciare la contromanifestazione di sabato prossimo, 13 giugno, in riposta al corteo previsto lo stesso giorno nella Capitale dei movimenti per la remigrazione e pro vita.
Sapienza, i collettivi bruciano con un fumogeno la foto di Salvini
“Dalla Sapienza un segnale chiaro – si legge nel post che accompagna il video – gli studenti universitari il 13 giugno scendono in piazza al fianco dei ragazzi di seconda generazione, degli occupanti, di lavoratori e lavoratrici. Andranno verso il ministero di Salvini, volto e responsabile delle politiche razziste e securitarie che ci stanno togliendo un futuro. Mentre in città sfileranno i cortei per la remigrazione e pro vita noi scendiamo in piazza con una parola d’ordine chiara. Respingiamoli”.
La Russa: gesto inaccettabile da condannare con fermezza
“Dai collettivi universitari della Sapienza un gesto inaccettabile che condanno con estrema fermezza. Al ministro e senatore Matteo Salvini rivolgo la mia affettuosa vicinanza”. Così sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. esprime solidarietà. “Bruciare immagini o ricorrere a gesti intimidatori non è mai un modo accettabile di manifestare le proprie idee. Il confronto democratico – aggiunge la terza carica dello Stato – si fonda sul rispetto delle persone, non sulla violenza o sull’odio. Occorre respingere con fermezza ogni forma di intolleranza e preservare sempre lo spazio del confronto civile”. “Esprimo solidarietà al Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini”, scrive in una nota Antonio Tajani. “Un gesto grave e intimidatorio che va condannato a garanzia delle istituzioni e del rispetto della libertà di espressione”.
Il vicepremier: e chiesti sarebbero gli “accoglienti”?
Dura anche la condanna del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Si tratta di un gesto inaccettabile che alimenta un clima di contrapposizione e intolleranza estraneo ai valori del confronto democratico. A Matteo Salvini rivolgo la mia solidarietà e la mia vicinanza personale e istituzionale”. Salvini è lapidario. “C’è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l’insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente. E questi sarebbero i ‘tolleranti’ e ‘accoglienti’? Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione”.