235 milioni non bastano
Il Quirinale chiede più soldi: scoppia il caso sui costi di pensioni e consulenze
Nel 2026 il Quirinale avrà più risorse, ma al Colle non basta. La dotazione della Presidenza della Repubblica sale infatti a 235 milioni di euro, con un aumento complessivo di 11 milioni in due anni. Eppure, dai vertici arriva una lamentela: secondo il segretario generale Ugo Zampetti, i fondi restano insufficienti a compensare l’inflazione. Lo ricostruisce Franco Bechis, direttore di Open, sito di news fondato da Enrico Mentana.
Zampetti contro il Mef: “Fondi erosi dall’inflazione”
Nella nota al bilancio di previsione 2026, Zampetti punta il dito contro il ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti. Secondo i calcoli del Quirinale, il valore reale delle risorse sarebbe diminuito di oltre il 31% rispetto al 2007.
Un dato però, secondo l’articolo di Bechis, contestabile: utilizzando gli strumenti ufficiali Istat, l’erosione reale si fermerebbe attorno al 23,7%. Una differenza non da poco, che alimenta il dibattito sulla gestione dei conti del Colle.
Pensioni in crescita: superano gli stipendi
Gran parte dei 5 milioni aggiuntivi verrà assorbita dall’aumento della spesa previdenziale. Le pensioni di ex dipendenti continuano a crescere e nel 2026 peseranno molto più delle retribuzioni del personale in servizio: quasi 15 milioni in più.
Un trend in aumento da anni, accelerato dal numero crescente di uscite: solo nel 2025 hanno lasciato il servizio 46 dipendenti.
Boom di spesa per consiglieri e consulenti
Fa discutere anche l’aumento dei costi per consiglieri e consulenti del Presidente della Repubblica: +32,8% in un anno, passando da 1,5 a oltre 2 milioni di euro.
Un incremento significativo, soprattutto perché il numero degli incarichi resta invariato. Nessuna spiegazione dettagliata nella relazione ufficiale: il sospetto è che siano aumentati i compensi o che alcune voci siano state riclassificate.
Salvini finanzia gli investimenti del Colle
A incidere sui conti è anche il forte aumento delle spese in conto capitale, triplicate rispetto all’anno precedente. Ma qui entra in gioco il ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini: ben 11,4 milioni arrivano proprio dal Mit per interventi strutturali.
Un dato che ribalta la narrazione politica: il sostegno economico più concreto al Quirinale arriva proprio dalla Lega.
Appalti al ribasso e risparmi per 1,5 milioni
Sul fronte opposto, il Colle rivendica risparmi significativi negli acquisti di beni e servizi. Grazie a gare assegnate al massimo ribasso, l’amministrazione ha risparmiato oltre 1,5 milioni rispetto alle basi d’asta.
Zampetti assicura che tutto è avvenuto nel rispetto delle regole e della qualità delle prestazioni, nonostante le critiche spesso rivolte al codice degli appalti.
Il nodo politico resta aperto
Tra fondi in aumento, spese che crescono e polemiche sui numeri, il bilancio del Quirinale finisce inevitabilmente al centro del dibattito. E mentre il Colle chiede più risorse, resta una domanda, sollevata dal sito di Enrico Mentana: quanto costa davvero la Presidenza della Repubblica agli italiani?