Opposizione smascherata
Voto ai fuori sede, la sinistra si batte nelle piazze ma poi vota contro. FdI: “Uniti solo contro il governo”
Dopo la vittoria del “No” referendum sulla giustizia, Elly Schlein aveva affermato che la preferenza dei giovani fosse stata determinante. Ma anche prima della corsa alle urne, si era sperticata in «un pensiero di solidarietà», dedicato «alla ragazza fuori sede che ha protestato davanti al ministero della Giustizia perché le è stato negato il diritto al voto». Insomma, sembrava che al Pd interessasse davvero il voto degli studenti lontani da casa, prima della seduta di giovedì in Commissione affari costituzionali, dove si è votata l’estensione della legge elettorale alla disciplina degli italiani all’estero e dei fuori sede. Qui i dem hanno fatto i bastian contrari assieme ai colleghi del campo largo, dimostrando di non voler collaborare al progetto.
Come ha anche sottolineato il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, «rimaniamo stupiti che proprio la sinistra, dal Pd ad Avs, si sia messa di traverso anche alla sola possibilità di allargare la discussione sul voto ai fuori sede. Per tutta la campagna referendaria hanno attaccato il governo perché per i fuori sede non era possibile votare nelle città di temporaneo domicilio e adesso che c’è la possibilità di discuterne sulla legge elettorale si pongono di traverso. Questo sarà possibile soltanto grazie alla determinazione della maggioranza».
La sinistra contraria all’estensione del voto ai fuori sede: altro che attenzione ai giovani
La stoccata finale è arrivata da Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale, che ha smascherato le vere intenzioni dell’opposizione: «Divisi su tutto, uniti solo contro il governo, anche quando si tratta di fare gli interessi degli italiani. Ancora una volta le sinistre danno prova del loro incoerente atteggiamento: dopo aver attaccato per mesi il governo sul mancato voto ai fuori sede durante la campagna referendaria, oggi si oppone persino alla possibilità di aprire un confronto su questo tema. Una posizione che ci lascia senza parole, anche alla luce della manifestazione di Elly Schlein fuori dal Senato a favore del voto ai fuorisede, mentre i suoi deputati, insieme a 5 stelle e Avs, si sono opposti». Chissà come farà la segretaria dem a giustificare quanto accaduto.
Nonostante tutto, come ha ricordato Roscani, «la Commissione affari costituzionali ha chiarito che la riforma della legge elettorale affronterà in modo completo anche il voto degli italiani all’estero e quello dei cittadini fuori sede. Ancora una volta, sarà la determinazione della maggioranza a provare a trasformare le parole in fatti, portando avanti una riforma che dia finalmente risposte concrete anche a chi oggi è escluso dal voto nel luogo in cui vive temporaneamente».
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