L'evento nel Veneto
Tutto pronto per il Vinitaly a Verona, Lollobrigida: “Il settore tiene e il vino non è una sostanza nociva”
Quattromila espositori alla rassegna, con la presenza di 140 Paesi dall'estero. Il ministro difende una delle produzioni più importanti per l'Italia
Riflettori puntati sull’anteprima di Vinitaly che domani, 11 aprile alle Gallerie Mercatali di Verona, avrà la sua vernice ufficiale con la 15ª edizione di OperaWine, alla presenza di Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo; Matteo Zoppas, presidente ITA-Italian Trade Agency; Damiano Tommasi, sindaco di Verona; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona. Oltre a quella dei vertici di Veronafiere: Federico Bricolo (presidente), Barbara Ferro (amministratrice delegata) e Gianni Bruno (direttore generale vicario).
Nei calici dell’evento prologo del 58° Salone internazionale dei vini e dei distillati (dal 12 al 15 aprile), riservato a operatori e stampa nazionale e internazionale, 150 etichette per altrettante aziende – tra griffe storiche ed emergenti, tra cui 45 debutti – selezionate da Wine Spectator, partner di Veronafiere/Vinitaly nell’unico evento organizzato dall’influente magazine al di fuori degli Stati Uniti.
Lollobrigida: “Crisi dei consumi ma il settore tiene”
«C’è una crisi mondiale del consumo del vino ed è in corso un cambiamento delle scelte, ma i dati delle vendite non dicono che il vino sia in crisi», ha detto il ministro Lollobrigida. Non solo. Nell’intervista al Gazzettino, Lollobrigida ha espresso una posizione forte contro le politiche europee di etichettatura (come quelle irlandesi), definendole un tentativo di criminalizzare il settore. Ha ribadito che il vino non è un pericolo per la salute se consumato responsabilmente. E che l’Italia non accetterà etichette che lo paragonano a sostanze nocive.
“Sui dazi necessario equilibrio”
Il ministro dell’agricoltura ha spiegato che il governo sta lavorando a una “diplomazia del cibo” proattiva per evitare che il settore diventi vittima di ritorsioni commerciali, specialmente con gli Stati Uniti. Il suo messaggio è chiaro: «Il vino italiano è un’eccellenza insostituibile, non una merce di scambio».
4mila espositori a Verona
Il quartiere fieristico di Veronafiere è al gran completo, ospitando quasi 4.000 espositori del Made in Italy e internazionali. I produttori sono distribuiti in 18 padiglioni (tra strutture fisse e tendostrutture), suddivisi in aree tematiche per agevolare il business. Alcune regioni hanno già comunicato la loro “potenza di fuoco”, come il Piemonte che schiera ben 108 aziende vinicole.
Saranno presenti oltre 1.000 top buyer, selezionati da Veronafiere e ICE e provenienti da 140 Paesi. Si registra un forte aumento del contingente dal Nord America (specialmente il Canada, con un +31 top buyer rispetto al 2025) e un potenziamento della domanda asiatica (Cina, India, Giappone).
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