Ore decisive
Trump mette l’Iran di fronte al bivio finale: accordo o inferno. “In una notte possiamo distruggere il Paese”
“Sì”, è stata la risposta secca di Donald Trump ai giornalisti alla Casa Bianca che gli chiedevano se la scadenza dell’ultimatum all’Iran martedì alle 20 ora locale sia definitiva. Nessuna proroga, niente sconti. Se non si arriverà ad un accordo per la fine della guerra, il presidente americano ha minacciato di “scatenare l’inferno“. La controproposta iraniana è arrivata – un piano in 10 punti presentato attraverso i mediatori pakistani – ma per Trump “non è ancora abbastanza, ma è un passo molto significativo, vedremo cosa succederà”. La guerra in Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, che tanti problemi sta provocando all’economia mondiale, sembra essere giunta a un bivio. “L’intero Iran può essere distrutto in una notta e quella notte potrebbe essere domani”, ha detto in conferenza stampa alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un riferimento alla scadenza dell’ultimatum, martedì alle 20 ora locale, le 2 in Italia.
L’Iran sotto pressione, Trump ribadisce l’ultimatum
Oggi Donald Trump, durante l’evento tradizionale di Pasqua alla Casa Bianca – il White House Easter Egg Roll – ha frenato sulla proposta di cessate il fuoco con Teheran avanzata dai Paesi mediatori dopo che lo Stato Islamico ha respinto il piano Usa in 15 punti.
Sui negoziati, quindi, le posizioni di Washington e Teheran rimangono distanti. “L’Iran potrebbe porre fine rapidamente alla guerra, c’è stato un regime change e ora le persone che negoziano per l’Iran sono molto più ragionevoli. Potete definirlo come volete, io dico che c’è stato un regime change. La guerra è legata ad una questione: l’Iran non può avere armi nucleari”, dice. “Abbiamo a disposizione diverse opzioni. Potremmo andarcene ora e impiegherebbero 15 anni per ricostuire il paese”. Trump ha minacciato un attacco totale alle infrastrutture se non si raggiungerà un accordo entro la giornata di martedì. “L‘ultimatum è definitivo. Niente ponti, niente centrali elettriche. Non vado oltre…“, dice rispondendo ad una domanda sugli obiettivi dell’eventuale azione che scatterebbe.
L’obiettivo del petrolio
“Se dipendesse da me, prenderei il petrolio: non possono farci niente. Purtroppo, il popolo americano vorrebbe vederci tornare a casa. Se dipendesse da me, prenderei il petrolio e mi prenderei cura del popolo iraniano. Ma voglio rendere felice il popolo del mio Paese, non credo capirebbe” se l’operazione continuasse. “Siamo in azione da 34 giorni e abbiamo demolito una nazione molto potente”, dice fornendo la propria visione del conflitto. Se l’Iran è stato demolito, perché la guerra non è ancora finita? “E’ un paese grande, hanno ancora alcuni missili e hanno azzeccato un colpo fortunato”.
“Il popolo iraniano vuole sentire le bombe perché vuole essere libero. La gente non scende in strada a protestare perché” il regime “aprirebbe subito il fuoco contro le persone. Noi abbiamo mandato armi, ma determinati gruppi di persone che avrebbero dovuto consegnarle se le sono tenute. Avrebbero dovuto distribuirle alla popolazione e invece se le sono tenute, sono molto arrabbiato con queste persone”, dice Trump che in precedenti dichiarazioni ha fatto riferimento ad armi affidate ai curdi come mediatori.
Le minacce dei Pasdaran
I Pasdaran intanto minacciano di vendicare la morte del capo della loro intelligence, Majid Khafemi, ucciso in un raid americano e israeliano. “Il nemico malevolo e disperato dovrebbe sapere che una ritorsione importante attende gli organizzatori e gli autori di questo crimine”, hanno dichiarato i Guardiani della rivoluzione sul loro sito. L’Iran continuerà a combattere “fino a che i responsabili politici lo riterranno opportuno”, ha detto il portavoce dell’Esercito di Teheran, Mohammad Akraminia, citato dall’agenzia di stampa iraniana Isna. “Il nemico deve certamente pentirsi affinché dopo questa guerra possiamo ritrovare la sicurezza ed evitarne una nuova”, ha affermato. Non certo un buon viatico per la pace.
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Esteri - di Leo Malaspina