Hormuz ancora bloccato
Trump e Vance avvertono l’Iran sui negoziati: “Non prendeteci in giro”. Teheran chiede rassicurazioni
Trump e Vance avvertono l’Iran sui negoziati: gli Usa non vogliono perdere tempo. Teheran chiede rassicurazioni. Nonostante i negoziati in corso tra Usa e Iran, la tensione rimane alta in Medio Oriente. «Stiamo attuando un reset. Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni, le migliori armi mai costruite, persino migliori di quelle che abbiamo usato in precedenza e con cui li abbiamo fatti a pezzi», ha spiegato Donald Trump in un’intervista al New York post, per poi lanciare un avvertimento alla Repubblica Islamica: «Se non raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace». Più disteso, invece, è stato l’intervento del suo vice Jd Vance, che ha spiegato il su punto di vista ai giornalisti prima di partire per Islamabad: «Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile».
Nel frattempo, secondo il tabloid iraniano “The Hormuz letter”, soltanto una nave petroliera avrebbe varcato lo stretto nelle ultime 24 ore. Per il momento, anche l’Olanda sta pensando di schierare le proprie forze militari a largo della Repubblica islamica, come ha scritto il ministro della Difesa Dilan Yesilgöz-Zegerius, su X: «È di fondamentale importanza riaprire completamente lo Stretto di Hormuz alla navigazione. Per questo motivo, i Paesi Bassi stanno valutando la possibilità di schierarvi forze militari». Dopo l’incontro tra Keir Starmer e l’emiro del Qatar, Sheikh Al Thani, l’ufficio di Downing Street ha assicurato che i due Paesi sono allineati per garantire «un forte sostegno» alle iniziative internazionali per la riapertura dello stretto e la libertà di navigazione.
Trump e Vance avvertono l’Iran sui negoziati e Teheran chiede rassicurazioni
Teheran continua a chiedere rassicurazioni prima dell’inizio dei colloqui, come dimostra il post social del presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf: «Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono essere ancora attuate: un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani bloccati prima dell’inizio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati inizino». Intanto, Da quando è cominciata l’operazione «Leone Ruggente», l’Idf ha ucciso oltre 1.400 militanti di Hezbollah in Libano.
Come hanno spiegato le forze israeliane in una nota, «finora i nostri soldati hanno smantellato più di 4.300 infrastrutture terroristiche e localizzato oltre 250 armi, tra cui razzi a lungo raggio, missili anticarro, lanciagranate Rpg e ordigni esplosivi». Intanto a Beirut, alcuni sostenitori di Hezbollah si sono radunati nelle piazze per protestare contro i negoziati per il cessate il fuoco: secondo il quotidiano libanese L’Orient le jour, la protesta è stata organizzata dal blocco sciita e solo in seguito si sono radunati i cittadini a sostenerli.
L’America sta pensando di richiedere la liberazione dei suoi ostaggi?
«Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non un’estorsione a breve termine nei confronti del mondo atraverso le vie d’acqua internazionali. L’unico motivo per cui sono ancora in vita oggi è negoziare». Questo è uno degli ultimi post con cui Donald Trump ha rilanciato la sua posizione rigida nei confronti degli ayatollah. Sul tavolo delle trattative, secondo il Washington post, c’è anche la liberazione dei cittadini statunitensi detenuti nella Repubblica islamica. Non a caso, recentemente il dipartimento di Stato americano ha invitato Teheran a rilasciare i cittadini imprigionati, contestando una «lunga e vergognosa storia di detenzioni ingiustificate».
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Politica - di Redazione