Cinismo capitale
Tinto Brass prigioniero in casa della frana, la moglie furiosa con Campidoglio e assessore che lo deride: “Tanto non usciva nemmeno prima”
+ Seguici su Google DiscoverTinto Brass “prigioniero” in casa della frana, la moglie furiosa col Campidoglio: è depresso e l’assessora l’ha pure umiliato… Il borgo di Isola farnese doveva essere il beun retiro di Tinto Brass, invece, dal 9 gennaio, dopo una frana che isolato il piccolo centro all’angolo della capitale, il regista si sente prigioniero in casa. E, per ammissione e denuncia della moglie Caterina Varzi che affida il suo sfogo al Corriere della sera, il cineasta 93enne è «amareggiato, molto depresso, e con grandi preoccupazioni per la sua salute». Ma riavvolgiamo il nastro.
Tinto Brass “prigioniero” in casa dopo la frana di oltre tre mesi fa
Il punto è questo: da oltre tre mesi Tinto Brass vive una condizione di “arresti domiciliari” forzati a causa di una frana che ha isolato il borgo. Ma a far più male dei detriti e della solitudine coatta sembra sia il silenzio e l’inerzia che la moglie del regista addita all’amministrazione capitolina e ai suoi delegati municipali. E a denunciare un quadro di desolante “abbandono” da parte delle amministrazioni locali torna in primo piano, ancora una volta, la moglie del autore di cinema erotico e oggi vicepresidente del Comitato dei residenti costituitosi tra cittadini.
Il j’accuse della moglie al Campidoglio
Di più: «Siamo a un passo dal presentare un esposto alla Procura della Repubblica – racconta Varzi al Corsera a cui affida il suo sfogo – e dal fare un esposto alla Corte dei Conti. A fronte di un milione di euro stanziato per l’emergenza, la gestione dei fondi e l’inerzia amministrativa richiedono un accertamento immediato. Una denuncia – rilancia la donna – che stiamo per fare come comitato e io e Tinto personalmente». Il racconto, insomma, è quello di una comunità abbandonata. Di farmaci salvavita che faticano ad arrivare; di visite cardiologiche saltate, e di cifre stanziate finite nei meandri dell’inerzia burocratica.
Il punto di non ritorno: le parole dell’assessore che
E, su tutto, le preoccupazioni della Varzi per il malessere di Tinto Brass: «La sta vivendo malissimo. Per una persona come lui di 93 anni questo stop significa rinviare la visita dal cardiologo e tutti gli accertamenti che una persona di quell’età deve assolutamente fare». E non è solo questione di salute fisica, e della necessità del regista di riprendere le visite mediche, sembra di leggere tra le righe. Ma anche un allarme sul malessere psicologico.
Tinto Brass isolato, amareggiato e impossibilitato a fare controlli medici
Ossia: il problema non è solo che, come sottolinea la Varzi, «a tutt’oggi l’unico modo per uscire dal borgo è una scala di 141 gradini provvisoria che non può certo fare». O che «la strada che è stata aperta per le emergenze, Via Prato della Corte, non è assolutamente sicura, si rischia la vita»… Ma che, a detta della signora Brass, il punto di non ritorno sarebbe stato toccato dalle parole dell’assessore ai Lavori Pubblici, che secondo la Varzi avrebbe detto che tanto «Tinto Brass non usciva di casa prima e non esce nemmeno ora». Tuonando: «Ma che discorso è? Il borgo intero è sprofondato in una crisi sociale, con difficoltà di somministrare perfino i farmaci salvavita. Ma ricordo a tutti, anche al sindaco Gualtieri, che questa è Roma: non un paesino».
La risposta del comune e i residenti sul piede di guerra
Un attacco alla dignità di un uomo di 93 anni e di un artista che ha scelto Roma come suo buen retiro, oggi trasformato in trappola. «Tinto si sente umiliato», spiega la moglie, sottolineando come l’unico modo per fuggire dall’isolamento sia appunto una scala provvisoria di 141 gradini, impraticabile per chiunque abbia problemi di salute. E mentre il Comune promette ordinanze che non arrivano e gli uffici tecnici si trincerano dietro “fasi di studio” infinite, i rappresentanti del Municipio XV sembra abbiano anche pensato bene di abbandonare persino la chat di emergenza con i cittadini.
La denuncia della moglie di Tinto Brass: «Un totale vuoto istituzionale»
Così, denuncia la Varzi al Corriere, a fronte di un Consiglio Municipale straordinario tenuto martedì 14 aprile, «alle mie insistenti richieste sulla messa in sicurezza di Via Prato della Corte, che mette a rischio l’incolumità dei residenti. E a quelle dei cittadini esausti espresse anche con toni decisi, il Presidente del Municipio XV Daniele Torquati e l’Assessore Agnese Rollo hanno risposto abbandonando recentemente la chat di emergenza: lo strumento attraverso il quale i residenti venivano informati dello stato di avanzamento dei lavori per uscire dall’isolamento. Lasciandoci in un totale vuoto istituzionale».
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Politica - di Redazione