L'operazione della Dda
Terrorismo, due tunisini arrestati a Palermo: incitavano a colpire «le città sporche dei miscredenti» (video)
Nell'ambito della stessa indagine sono stati anche perquisiti tre minorenni stranieri, che erano in contatto con gli arrestati e postavano video con armi
Utilizzavano i social per fare propaganda jihadista e spingere al terrorismo, per colpire «l’Occidente e i miscredenti». Per questo due cittadini tunisini, residenti a Palermo, sono stati arrestati con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità di terrorismo.
Due tunisini arrestati per terrorismo e tre minorenni perquisiti
Nell’ambito della stessa indagine, condotta dalla sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo e dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e coordinata dalla Dda di Palermo, sono stati anche perquisiti tre minorenni, anche loro stranieri, due dei quali residenti a Marsala, in provincia di Trapani, e uno nel Nord Italia. I tre ragazzi, secondo quanto emerso, erano in contatto con i due arrestati e dal monitoraggio dei loro social sono emerse numerosi post che li ritraggono mentre fanno uso di pistole semi-automatiche e armi da punta e da taglio con riferimenti alla simbologia islamica.
L’invito a colpire «i miscredenti» e «le loro città sporche»
Tra le immagini postate dai due arrestati, anche la Casa Bianca in fiamme, con la bandiera dell’Isis al posto di quella americana, e di gruppi armati islamisti, con richiami a figure di riferimento della galassia jihadista, da Osama Bin Laden al leader dell’Isis, Abu Muḥammad al-Adnani, fino ad attentatori suicidi. Pubblicazioni social sintomatiche, per gli investigatori, di «un avanzato processo di radicalizzazione religiosa», che presuppone come sacrificio estremo l’eliminazione dei miscredenti «da mandare all’inferno», facendo anche riferimento al dovere di colpire le «loro città sporche» e le «loro sporcizie politeiste», istigando dunque a commettere azioni di varia natura sul territorio italiano.
Il richiamo all’Isis e alla jihad
Fra i video anche uno che, sullo sfondo della bandiera dello Stato Islamico, mostra atti di violenza da parte di un uomo vestito di nero nei confronti di persone inginocchiate e ammanettate, vestite con tute arancione, tra i quali è possibile riconoscere l’attuale presidente degli Stati Uniti. Ad accompagnare le immagini un testo in lingua araba e inglese di minacce agli Usa e ai loro alleati. Nel messaggio di accompagnamento a un altro video, che mostra la bandiera americana ammainata da uomini in tenuta militare, si fa poi riferimento diretto alla jihad.
I video di “addestramento”
Gli investigatori hanno riscontrato anche «evidenze raffiguranti gli indagati, intenti in attività di preparazione atletica e di addestramento», attraverso sport da combattimento, accompagnati da musiche religiose, frasi di lode ad Allah e, in alcuni casi, anche dal gesto di tagliare la gola. Tra le pubblicazioni maggiormente sintomatiche dell’adesione ai principi del fondamentalismo islamico anche l’immagine di una scritta in lingua araba, che rappresenta la professione di fede islamica, la Shahada («Non c’è altro Dio all’infuori di Allah e Maometto è il suo messaggero»), al di sotto della quale viene raffigurato un fucile d’assalto del tipo AK47.
Palermo jihad e istigazione al terrorismo, due fermi e cinque minorenni perquisiti da poliziotti #Digos e Direzione centrale della Polizia di prevenzione.https://t.co/SMLchdBnLI#essercisempre #9aprile pic.twitter.com/EMVPbWt3Ne
— Polizia di Stato (@poliziadistato) April 9, 2026
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