Altro che TeleMeloni
Piero Marrazzo torna in video, anzi no: è giallo sul conduttore, ma Raitre è sempre più rossa
La Rai smentisce le indiscrezioni sul ritorno di Piero Marrazzo alla conduzione di una nuova trasmissione su Rai3. «In riferimento ai recenti articoli apparsi sugli organi di informazione su un presunto ritorno di Piero Marrazzo con un programma dal titolo “Le verità nascoste” su Rai 3 – si legge in una nota della Rai – ci corre l’obbligo di smentire tale circostanza. Il programma in questione non è ancora stato definito e men che meno il suo conduttore. Il nome di Marrazzo è stato solo una delle ipotesi nell’ambito di una cerchia molto vasta di possibili conduttori».
Dal giallo su Piero Marrazzo ai ruoli chiave in quota Pd
Al di là del giallo su chi condurrà la trasmissione, Marrazzo getta una luce tutta nuova sulla leggenda metropolitana che dipinge la Rai come “TeleMeloni”. In realtà, come scrive Marco Zonetti sul Tempo, «il Partito democratico, che ha scelto volutamente di non far parte del CdA Rai per poter continuare a frignare per «l’occupazione militare» da parte della destra, prosegue invece a essere una presenza ingombrante nella televisione pubblica».
L’elenco delle quote dem è lungo: si va dai Rai Cinema a guida Paolo Del Brocco a Rai Fiction in mano a Maria Pia Ammirati, per tacere di Stefano Coletta nel ruolo chiave del coordinamento Generi, secondo solo all’Ad Giampaolo Rossi.
La roccaforte di Raitre. da TeleKabul in poi è sempre rossa
Un capitolo a parte lo merita Raitre, fortino rosso a dispetto dei cambiamenti delle coalizioni. Da TeleKabul di Sandro Curzi in poi, l’enclave postcomunista resta tetragona a ogni evoluzione politica e partitica. I programmi di punta sono noti. Su tutti uno dei componenti della “redazione unica” anti-Meloni come Report di Sigfrido Ranucci che, forte di ottimi ascolti, si alterna la domenica sera con Presa Diretta condotto da Corrado Iacona.
Senza dimenticare l’ex direttore dell’Espresso Marco Damilano conduttore de “Il cavallo e la torre” che contribuisce alla narrazione della destra al governo cattiva e la sinistra buona all’opposizione. Sempre sullo stesso canale, il giovedì in prima serata va in onda il costosissimo “Splendida Cornice” condotto dalla simpatica Geppi Cucciari, che vede tra gli autori militanti Luca Bottura, pieno di punture di spillo e di spillone contro l’esecutivo.
Le mosse del Cda Rai azzeccate, nonostante le lagne del Pd
«Ricordiamo il Pd gridare allo scandalo – prosegue Il Tempo – per la sostituzione di Amadeus con Stefano De Martino, poi dimostratosi campione di ascolti battendo il predecessore. Ricordiamo sempre il Pd urlare alla cacciata di Fabio Fazio, Corrado Augias e Lucia Annunziata dalla Rai, quando in realtà tutti e tre se ne sono andati spontaneamente per approdare in taluni casi in lidi più remunerativi (vedi Annunziata all’Europarlamento). E soprattutto ricordiamo il Pd parlare di propaganda meloniana nella Tv di Stato quando in realtà gli spazi lasciati vacanti dai volti di sinistra sono stati spesso sostituiti da programmi meno battaglieri e talora autoreferenziali. Trasmissioni a sfondo identitario che non spostano voti né consensi, come s’è visto nella campagna referendaria in cui la Rai – accusata dalla sinistra di fare propaganda per il Sì – è stata invece perfettamente equidistante, come rilevato dall’AgCom». Altro che TeleMeloni.
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