San Pietro gremita
Papa Leone alla veglia per la pace: “Chi prega non uccide, basta morte nel nome di Dio”. E ai potenti: “Fermatevi”
“Chi prega ha coscienza del proprio limite. Non uccide e non minaccia la morte. Invece alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo, cui sacrificare ogni valore e pretendere che il mondo intero pieghi il ginocchio”. Così Papa Leone XIV presiedendo la veglia di preghiera per la pace a San Pietro. Un appuntamento fortemente voluto dal pontefice che a sorpresa, prima della veglia, si è affacciato sul sagrato per ringraziare i fedeli. Ricordando che la pace non è un’utopia. Parole forti quelle di Prevost contro chi predica la morte in nome di “Basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!”.
La veglia per la papa, papa Leone: chi prega non uccide
“La vera forza si manifesta nel servire la vita”, dice citando San Giovanni XXIII. Che con semplicità evangelica, scrisse: ‘Dalla pace tutti traggono vantaggi: individui, famiglie, popoli, l’intera famiglia umana’. E ripetendo le parole lapidarie di Pio XII aggiunge: ‘Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerra’”. Papa Leone sferza i fedeli. “Uniamo le energie morali e spirituali di milioni, miliardi di uomini e donne. Di anziani e di giovani che oggi credono nella pace. Che oggi scelgono la pace, che curano le ferite e riparano i danni lasciati della follia della guerra”.
L’appello ai potenti: Fermatevi! Sedete ai tavoli del dialogo
Poi l’appello severo ai potenti della terra perché facciano tacere le armi. “Cari fratelli e sorelle, certo vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni. A loro gridiamo: fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte!”. Il Pontefice poi si rivolge a quanti ripudiano la guerra. “Vi è però, non meno grande, la responsabilità di tutti noi, uomini e donne di tanti Paesi diversi. Un’immensa moltitudine che ripudia la guerra, coi fatti, non solo a parole. La preghiera ci impegna a convertire ciò che resta di violento nei nostri cuori e nelle nostre menti. Convertiamoci a un Regno di pace che si edifica giorno per giorno, nelle case, nelle scuole, nei quartieri, nelle comunità civili e religiose, rubando terreno alla polemica e alla rassegnazione con l’amicizia e la cultura dell’incontro. Torniamo – ha ammonito – a credere nell’amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace!”.
La Chiesa procede con determinazione anche a costo del disprezzo
“La Chiesa – aggiunge il Papa – è un grande popolo a servizio della riconciliazione e della pace, che avanza senza tentennamenti, anche quando il rifiuto della logica bellica può costarle incomprensione e disprezzo”. Quindi la citazione di Giovanni Paolo II “instancabile testimone di pace”, durante la crisi irachena del 2003 . “Io appartengo a quella generazione che ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale ed è sopravvissuta. Ho il dovere di dire a tutti i giovani, a quelli più giovani di me, che non hanno avuto quest’esperienza: ‘Mai più la guerra!’, come disse Paolo VI nella sua prima visita alle Nazioni Unite. Dobbiamo fare tutto il possibile! Sappiamo bene che non è possibile la pace ad ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto è grande questa responsabilità”.
La supplica finale a Gesù: la follia della guerra abbia fine
La veglia presieduta dal Papa si conclude con la supplica a Gesù. “Signore Gesù, tu hai vinto la morte senza armi né violenza. Hai dissolto il suo potere con la forza della pace. Donaci la tua pace, come alle donne incerte nel mattino di Pasqua, come ai discepoli nascosti e spaventati. Manda il tuo Spirito, respiro che dà vita, che riconcilia, che rende fratelli e sorelle gli avversari e i nemici. Ispiraci la fiducia di Maria, tua madre, che col cuore straziato stava sotto la tua croce, salda nella fede che saresti risorto. La follia della guerra abbia termine e la Terra sia curata e coltivata da chi ancora sa generare, sa custodire, sa amare la vita. Ascoltaci, Signore della vita!”.