Missione compiuta
Meloni a tutto Golfo: accordi su sicurezza energetica, diplomazia e migranti. La sinistra protesta dal divano
Missione compiuta: il viaggio lampo nel Golfo Persico della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni si chiude dopo due giorni intensi di incontri in Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti. Una missione a sorpresa, per esprimere “solidarietà verso nazioni che sono amiche ma, chiaramente”, anche per “garantire all’Italia gli approvvigionamenti energetici che sono necessari”, ha spiegato la stessa premier nell’intervista al Tg1 andata in onda venerdì sera.
Quella di Meloni è stata la prima visita nella regione da parte di un leader di Ue, G20 e Nato dall’inizio della guerra; una visita, hanno rivelato fonti italiane, che era stata tenuta segreta per ragioni di sicurezza, data la situazione in Medio Oriente, in particolare con i bombardamenti dell’Iran che continuano anche in queste ore. Ma, nonostante le difficolta’, Meloni ha voluto essere in presenza nei tre Paesi del Golfo.
Dopo la prima tappa di venerdì in Arabia Saudita ha fatto scalo prima in Qatar e poi negli Emirati arabi uniti. Sia a Gedda che poi a Doha e Al Ain, la premier ha approfondito il dossier legato alla guerra in Iran, ribadendo ai leader dei paesi della penisola arabica “la vicinanza dell’Italia” per gli attacchi di Teheran.
Meloni ha concluso la tre giorni nel Golfo
Nel colloquio col primo ministro saudita bin Salman, la premier ha discusso dell’assistenza militare difensiva fornita da Roma, confrontandosi poi sulle prospettive del conflitto e sugli sforzi per una soluzione diplomatica. Temi affrontati anche nei bilaterali con l’emiro del Qatar, Al Thani, e col presidente emiratino bin Zayed. Con tutti i suoi interlocutori Meloni ha ovviamente discusso sia di Hormuz, concordando sull’importanza di garantire “al più presto la libertà di navigazione nello Stretto”, sia di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l’impatto della crisi su famiglie e imprese.
Nella tappa a Doha, in particolare, la premier ha approfondito la questione confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti. E in questo quadro ha assicurato “la disponibilità dell’Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale”. La missione lampo nel Golfo ha permesso a Meloni anche di discutere dei rapporti bilaterali e dei partenariati strategici in atto. Sul tavolo quindi una cooperazione ad ampio raggio, dall’economia agli investimenti reciproci passando per infrastrutture critiche, difesa, sicurezza e gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee.
FdI plaude alla missione diplomatica della premier
Fratelli d’Italia plaude alla missione diplomatica della premier Meloni nel Golfo, descrivendola come una strategia essenziale per garantire la sicurezza energetica italiana e proteggere famiglie e imprese in un contesto internazionale instabile. Il presidente dei senatori Lucio Malan sottolinea il prestigio internazionale ottenuto dall’Italia, prima nazione occidentale a visitare l’area durante il conflitto, ricordando che la missione “serve a tutelare gli interessi delle famiglie e delle imprese italiane rafforzando la nostra sicurezza energetica”.
Mentre il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami evidenzia “la strategia di medio-lungo periodo di Meloni appare chiarissima alla luce anche del precedente viaggio in Algeria dei giorni scorsi. In un quadro internazionale così fosco Giorgia Meloni dimostra ancora una volta la sua statura di statista”.
Fabio Rampelli evidenzia inoltre la lungimiranza della premier in contrapposizioni alle critiche “ideologiche”, nei giorni in cui “l’opposizione anti italiana sbraita, strumentalizza il risultato del referendum, perfino la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz”.
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