Per gli effetti della guerra
Dalla parte dei cittadini, l’Italia chiede la tassa sugli extraprofitti energetici: sì da Germania, Spagna, Portogallo e Austria
Giorgetti e i colleghi degli altri quattro Paesi chiedono a Bruxelles un cambio di marcia per aiutare chi è in difficoltà a causa della guerra in Iran
L’Italia si fa avamposto europeo sulla tassazione degli extraprofitti per le grandi società energetiche nel periodo più duro dell’approvvigionamento di petrolio. E riceve il conforto di Paesi importanti come Germania, Spagna, Portogallo e Austria.
La proposta sugli extraprofitti
Cinque ministri dell’Economia Ue, tra cui Giancarlo Giorgetti, chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche, in reazione all’aumento dei prezzi del carburante per la guerra in Medio Oriente.
«Una soluzione europea», scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, «rappresenterebbe un segnale per i cittadini» e per l’economia dimostrando che «siamo uniti e in grado di agire» e invierebbe un «messaggio chiaro»: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.
24 miliardi solo fino ad ora
Si stima che gli extraprofitti legati ai carburanti in Ue potrebbero raggiungere i 24 miliardi di euro entro il 2026. Gli extraprofitti rappresentano un ricavo addizionale dato dalla differenza tra prezzo di vendita e costo medio di produzione in condizioni di scarsa concorrenza. Gli avvenimenti geopolitici hanno determinato, sin dalla guerra in Ucraina, un rebound per le grandi aziende. Molte delle quali hanno venduto energia a prezzi altissimi (legati alle quotazioni del gas) pur avendola prodotta a costi bassi (ad esempio tramite fonti rinnovabili, o contratti a lungo termine stipulati prima dei rincari).
Perché è una cosa giusta
Il principio cardine è che non sia moralmente accettabile che poche grandi aziende realizzino profitti record grazie a eventi drammatici esterni, come conflitti geopolitici o crisi globali, mentre la popolazione e il sistema produttivo soffrono per il carovita.
I proventi della tassa non servono a fare cassa generica, ma sono destinati a finanziare misure di sostegno per famiglie e imprese colpite dai rincari energetici, aiutando a mitigare l’inflazione senza aumentare il deficit nazionale.
Il sostegno europeo dopo il no allo sforamento del deficit
La guerra in corso a Teheran ha stravolto l’economia e i governi, in testa quello italiano, hanno dovuto affrontare costi enormi per il taglio delle accise e delle bollette. Il no della Ue allo sforamento del deficit per gli aiuti a famiglie e imprese non tiene conto del forte rischio di recessione che riguarda tutto il continente. La tassazione sugli extraprofitti è sostenuta dalla Germania, storicamente il paese più rigorista dell’Unione, ma anche dalla Spagna. Tutti si augurano che la guerra finisca presto. Ma se cosi non dovesse essere, serve un’Europa razionale e solidale. Che si schieri soprattutto dalla parte della gente.
Ultima notizia
Scontro totale
Volano gli stracci dal campo al Palazzo, Renzi pubblica le foto di Lotito che dorme in aula. La replica sul pezzo del senatore del pallone
Politica - di Giulia Melodia