Numeri contro slogan
Lavoro, export, Pnrr, inflazione: l’Italia fa meglio di Spagna e Francia. I numeri smentiscono le sinistre del “va tutto male”
Occupazione, inflazione, export, reddito delle famiglie. La matematica non è un’opinione. Numeri alla mano il bilancio della navigazione del governo Meloni, che si è trovato a timonare l’Italia in condizioni meteo a dir poco avverse, è ben diverso dalla fotografia taroccata scattata dalle opposizioni perennemente in cerca di avversari da processare. Rigorosamente a suon di slogan e di muri ideologici. Nessun pretende che Giuseppe Conte, Elly Schlein e la coppia Bonelli-Fratoianni riconoscano i risultati ottenuti né che ringrazino, ma almeno potrebbero tacere. E invece anche ieri all’informativa in Aula della premier hanno risposto con la stanca litania del tutto da rifare e formule del tipo “zero riforme” o “tre anni e mezzo da buttare”.
I numeri danno ragione al governo Meloni e zittiscono le sinistre
Basterebbe far parlare le cifre per svuotare la stanca retorica del “va tutto male”. Basterebbe il solo dato della disoccupazione a mettere a tacere i mugugni e le sparate della sinistra, sottolinea Fratelli d’Italia in post che corre sui social dal titolo emblematico “Noi e gli altri. I primati dell’Italia in Europa”, rilanciando uno studio comparato del Messaggero. Sul fronte lavoro l’Italia fa meglio della Spagna di Sanchez e della Francia di Macron. “Il tasso di disoccupazione generale è ai minimi storici e il tasso di disoccupazione giovanile al suo livello più basso”, ha scandito la presidente del Consiglio davanti a Camera e Senato. E i dati Istat lo confermano. Secondo i numeri più aggiornati, a febbraio 2026 il tasso di disoccupazione in Italia è pari al 5,3 per cento, in linea con quello registrato il mese precedente (5,2 per cento). Si tratta del valore più basso dal 2004. Un primato non solo nazionale, se si guarda a Parigi e Madrid la soddisfazione aumenta. In Spagna la disoccupazione è al 9,8% e in Francia è al 7,8.
L’Italia fa meglio di Francia e Spagna su export, disoccupazione, reddito familiare e Pnrr
Ma l’Italia, oggi, fa meglio di Spagna e Francia anche su export, Pnrr, inflazione e crescita del reddito delle famiglie. L’esportazione se la cava bene, malgrado dazi e conflitti, con un + 3,2% toccando i 50 miliardi. La Spagna è a -57 e la Francia, nuovo malato europeo, è a -69,2. Anche sul Pnrr l’Italia batte gli alleati europei per fondi concessi da Bruxelles, 197 miliardi contro i 163 della Spagna e i 40 della Francia. L’Italia, non ditelo alle opposizioni, è diventata la quinta potenza esportatrice mondiale, strappando la quarta posizione al Giappone in alcuni mesi del 2025. E ancora: guardando all’inflazione i numeri fotografano per il nostro Paese l’1,7%, per Francia 2,7%, Spagna 3,3%. Buone notizie anche dal fronte del reddito pro capite delle famiglie. L’Italia cresce del 3,5%, la Spagna dell0 0,9% e la Francia dello 0.4%. La retorica del “va tutto male” si infrange contro i numeri, che raccontano una Nazione più forte e che non teme il confronto.
Ultima notizia
Pena non esemplare
Omicidio Cerciello, definitiva la condanna di Hjorth a 10 anni e 11 mesi. Pena ampiamente rivista al ribasso
Cronaca - di Redazione