Sinistra da horror
Landini “gufo di guerra” profetizza sventure “peggio del Covid”. E un minuto dopo borse e mercati lo smentiscono
Landini catastrofista si lancia in fosche previsioni e semina il panico… Ci mancava solo lui a unirsi all’appello intercontinentale lanciato dalla sinistra in allarme tra timori e speculazioni da pessimisti cosmici sulla crisi energetica. E puntualmente, lo abbiamo visto arrivare, anzi, neppure si è fatto attendere più di tanto il segretario della Cgil che, ancora una volta, sembra aver smarrito la bussola della speranza, pronto a impugnare quella del catastrofismo a oltranza.
Landini catastrofista si lancia in fosche previsioni e semina il panico
I primi colpi ad alzo zero partono ieri sera (martedì 7 aprile) dallo studio de La7 capitanato da Floris con DiMartedì, dove Mr Cgil si è lanciato in una evocazione plastica dello spettro di un nuovo “fermo nazionale” – una sorta di lockdown energetico – che con tono preoccupato e sguardo corrucciato ha animato un esercizio in puro stile “gufismo applicato”, che Landini ha voluto ribadire persino oggi, durante il faccia a faccia con l’ambasciatore tedesco Thomas Bagger.
Doppio turno per Landini in versione apocalittica
Nel programma di Floris si parla naturalmente della guerra tra Usa-Israele e Iran e subito il nostro parte lancia in resta con scenari planetari che hanno come epicentro il solito centro di gravità permanente dell’antiamericanismo d’annata, con divagazioni sul tema dell’aggressività interventista a stelle e strisce e incursioni sulla tenuta psicologica del presidente Trump. E tra fosche previsioni e riti apotropaici di chi ascolta, Landini tuona: “La guerra è diventata un diritto, e non il non farla».
Mr Cgil ad alzo zero dalla tv all’incontro con l’ambasciatore tedesco
Incalzando a stretto giro: «Ci sta portando a sbattere ed è una cosa che, soprattutto in Italia e in Europa, rischiamo di pagare il doppio. Per questo dico che, se c’era una cosa da fare in Italia, nel rispetto della nostra Costituzione, era dire a Trump che deve smetterla di allargare le guerre nel mondo. Bisogna fermare questa logica folle, altrimenti andiamo a sbattere e sarà peggio del Covid». E quando finalmente si rende conto della gittata apocalittica delle sue affermazioni, prova a sterzare asserendo: «Non voglio portare sfortuna, ma vorrei che fosse chiaro che c’è preoccupazione e c’è paura tra le persone. Che si rischia di andare a sbattere, perché siamo solo all’inizio di questa folle logica bellica»…
Dalla guerra agli scioperi casalinghi: per Landini ogni occasione è buona per attaccare il governo
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha incontrato oggi, presso la sede della confederazione a Roma, l’ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, Thomas Bagger. Durante l’incontro, Landini ha illustrato le principali rivendicazioni e preoccupazioni della Cgil riguardo alla complessa situazione economica e sociale in Europa e a livello globale, causata dalle guerre e dalla crescente instabilità geopolitica.
Ribadendo, nelle more, la necessità di continuare a lottare a pugno (chiuso) duro contro le crescenti diseguaglianze, la precarietà e l’aumento della povertà in Europa con il rilancio del modello sociale europeo e la difesa della pace, e in Italia, sostenendo una vera riforma fiscale, il rilancio della contrattazione collettiva e un aumento generalizzato dei salari e delle pensioni. Della serie Cicero pro domo sua, ogni occasione è buona per sparare a zero sul governo “nemico” di turno.
La smentita dei mercati
Un copione, quello recitato a soggetto dal segretario della Cgil, che però non ha letto gli aggiornamenti della sceneggiatura geo-politica. Sì, perché mentre il “compagno” Landini vaticina la fine del mondo, i mercati internazionali sembrano viaggiare al momento su altri binari e con ben altre destinazioni. E allora eccoli i fatti che smontano il teorema del terrore e l’architrave della narrazione sindacale in linea con la sceneggiatura horror messa in piedi in queste ultime settimane in particolare dalla sinistra d’opposizione. 1) La tregua di 15 giorni siglata tra Washington e Teheran con la contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz, arteria vitale per i flussi energetici mondiali.
2) Prezzi in picchiata, con petrolio e gas che, anziché esplodere, sono in netto ribasso. Con le Borse europee che brindano e con gli investitori che vedono allontanarsi un aumento dell’inflazione e l’intervento delle Banche centrali sui tassi d’interesse. Mentre sul fronte valutario, l’euro è in risalita sul dollaro (1,1682 sul biglietto verde) e, tra i beni rifugio, la salita delle quotazioni dell’oro che indica una gestione prudente ma ordinata, ben lontana dal caos apocalittico evocato da Corso d’Italia.
E sullo sfondo, l’immagine di un leader sindacale e di un apparato sindacale che, invece di rassicurare i lavoratori e proporre soluzioni costruttive, preferiscono alimentare la paura. in nome e per conto di una narrazione emergenziale che rischia a goni evoluzione internazionale che l’attualità geopolitica registra, di trasformarsi in un clamoroso autogol politico. Sì, perché più che un leader sindacale, Landini sembra ormai un profeta di sventure e un guru dell’antiamericanismo d’ancien regime smentito , per il momento, dai tabelloni delle borse.
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