Una città derisa e offesa
Ironizzò sui napoletani, ma a Napoli spunta il murales per la pro-Pal Albanese: è firmato dal “putiniano” Jorit
“Milano non è Napoli, lì ci pensano che si devono svegliare alle 6 per lavorare”, aveva detto, qualche tempo fa, Francesca Albanese, la rappresentante dell’Onu per Gaza, con simpatie per Hamas, omaggiata dalla stessa città sulla quale aveva ironizzato, con il più classico dei luoghi comuni. E a chi è stato affidato il murales della Albanese che da ieri fa brutta mostra di sé a Napoli? Al graffitaro “putiniano” Jorit, che ormai sta riempendo la città di obbrobri sfregiati, adeguatamente remunerato, nella suggestione di qualcuno, a cominciare dal sindaco Manfredi, che ci si trovi al cospetto di un grande artista.
Lo street artist che si era recato a Mosca a baciare la pantofola a Putin, con posizione filorusse e anti-ucraine ostentate senza vergogna, ha disegnato sul muro di un palazzo di Barra, quartiere di Napoli est, il profilo della pro-Pal Albanese. Il murales è stato realizzato con una colletta degli abitanti, non si sa se con il via libera del Comune. Jorit ha scelto quelli della canzone “Uss” di ‘O Zulù, al secolo Luca Persico, brano che il cantante dei 99 Posse ha realizzato più di vent’anni fa con il nome di Al Mukawama, in arabo “resistenza”, progetto musicale politico fondato con Neil “Perch” degli Zion Train.
La Albanese ritratta dal putiniano Jorit
Il 6 marzo del 2024 lo street artist Jorit aveva partecipato al Forum mondiale della gioventù a Sochi (Russia) e in quella occasione aveva anche chiesto a Putin una foto. Un gesto di vicinanza successivo alla realizzazione, da parte del graffitaro sfregiato, di un’opera “pro Russia” di Mariupol nel luglio 2023, in territorio occupato dalle forze russe. Un disegno che raffigura una bambina con le tipiche “strisce rosse” sul volto, gli occhi con i colori della bandiera russa e accanto compaiono missili con la scritta “NATO”. Ai bambini ucraini uccisi, neanche un omaggio.
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